VARESE Adesione pressoché totale allo sciopero di 48 ore indetto dalle associazioni di categoria dei benzinai e che andrà avanti anche oggi per tutta la giornata (finirà alle ore 22 in autostrada, ma proseguirà fino a domani mattina alle 7.30 sugli altri percorsi). A parte le poche pompe «precettate» ieri il rifornimento di moto motorini, auto e camioncini era praticamente impossibile ma i varesini questa volta non si sono fatti trovare impreparati: nessuna coda particolare alla frontiera Svizzera o ressa davanti ai distributori rimasti aperti nel Varesotto «per garantire il minimo servizio essenziale» ai cittadini e soprattutto alle volanti delle forze dell’ordine e ai mezzi di soccorso (il trasporto pubblico ha il proprio impianto di rifornimento al deposito dei mezzi). Le code in realtà ci sono state, ma martedì sera, quando la maggior parte dei distributori ha chiuso ben oltre le 7.30 per smaltire il gran numero di clienti dell’ultimo minuto che si sono affollati alle pompe. Sui 220 esercizi di tutta la provincia, quelli aperti sono in tutto una trentina di cui nessuno in
autostrada e solo due nel capoluogo: l’Avia in fondo a via Renè Vanetti, perché gestita direttamente dall’azienda petrolifera con proprio personale dipendente, e la Ip di viale Europa che però ha mantenuto in funzione solo il self service, e quindi senza la possibilità di utilizzare la Carta sconto. Qualche automobilista si è lasciato ingannare da quegli esercizi che oltre alla benzina vendono servizi meccanici o di pulitura auto come ad esempio la Erg e l’Agip di via San Vito dove il personale si è presentato al lavoro ma solo per questi servizi accessori, rifiutandosi categoricamente di attivare le pompe anche davanti alle suppliche più pressanti. «L’adesione compatta di tutta la categoria è un segnale importante che le istituzioni non hanno potuto ignorare» spiega Paolo Longo, presidente di Faib Varese con riferimento alla nuovissima convocazione al tavolo delle trattative delle compagnie per il rinnovo di un contratto, quello dei benzinai, fermo al 2003. «Il ministro ha anche annunciato un passo indietro sulla revoca del bonus fiscale – aggiunge – ora bisogna vedere cosa accadrà in concreto».
f.tonghini
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