Beppe Sannino per sempre E Varese lo saluta così

Beppe Sannino per sempre E Varese lo saluta così

Dovremo essere felici perché Beppe Sannino è arrivato in serie A. Dovremo essere contenti perché almeno lui ce l’ha fatta, coronando finalmente una lunga carriera da allenatore, difficile ed eroica al tempo stesso, iniziata alla fine degli anni Ottanta con gli Allievi della Vogherese che, durante l’estate, Sannino aveva il coraggio di portare in ritiro a sue spese per fare gruppo. Certo, condividiamo la gioia del tecnico più speciale che il Varese abbia mai avuto in tutta la sua storia: l’energico condottiero, cioè, che attraverso i suoi modi sbrigativi e il suo cuore generoso ha spezzato il grigiore di una squadra mediocre, trascinandola dall’ultimo gradino del calcio professionistico fino alla soglia della serie A. Siamo sinceramente felici per il successo professionale dell’uomo che ha costruito i successi recenti più indimenticabili del Varese. Ma un nodo ci stringe la gola perché sappiamo che, da oggi, i biancorossi non potranno più contare sulla loro guida sicura, sempre pronta a trasmettere fiducia e a vivere per i propri giocatori, anteposti dal tenace condottiero di Ottaviano a tutto, anche a se stesso. Il dopo Sannino si annuncia problematico perché lui ha dimostrato di vivere per il Varese, suo pensiero fisso per tutte e ventiquattro le ore della giornata. Quale altro allenatore sarà disposto a farlo? «Il mio cuore batte forte per il Varese. Ho questa squadra nel sangue e spero di portarla in alto dove mi

piace stare»: così Sannino si era presentato a Carnago per il suo primo allenamento in biancorosso, il 2 ottobre 2008. Era l’inizio del suo secondo mandato sulla panchina del Varese che aveva perso nel marzo del 2004 per un esonero ingiusto e il tecnico, reduce da due promozioni con Lecco e Pergocrema alle quali non era mai seguito il rinnovo, aveva tanti conti in sospeso. Saldati tutti senza proclami, perché «le parole sono aria fritta, contano solo i fatti». La prima delle tante lezioni che Sannino ha saputo impartire attraverso quel suo schietto e inimitabile pragmatismo che emerge da una stretta di mano vigorosa e traspare dai suoi occhi magnetici, instancabili nel fissare sempre quelli dell’interlocutore. L’ultima lezione di Sannino è stata appunto quella di voler comunicare la sua decisione di andare a Siena, guardando negli occhi giornalisti, amici e tifosi a cui ha stretto la mano. Una lezione di limpidezza e di correttezza a tutto il calcio. Un mondo in cui gli affari si siglano di nascosto, fra mani molli e sudaticce e occhi intenti a guardare altrove e, quasi sempre, gli addii vengono comunicati attraverso fredde agenzie. Caro Beppe, grazie anche per questa tua ultima lezione ma grazie soprattutto per avere amato il Varese come mai, forse, nessun altro dopo di te sarà in grado di amare quella splendida V che tu ti terrai per sempre tatuata sul polso.Filippo Brusa

s.bartolini

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