Roma, 29 set. (Apcom) – Al governo in carica “non c’è alternativa democratica”, e mentre la crisi “è ancora in corso” per Silvio Berlusconi “serve uno sforzo per evitare un periodo di instabilità”. Ecco perchè dal passaggio parlamentare di oggi deve “ripartire la legislatura, senza compromessi al ribasso”, magari grazie anche al supporto dei “moderati e riformatori” e delle forze “responsabili dell’opposizione” alle quali Berlusconi si appella perché valutino il programma di Governo “senza pregiudizi” per arrivare a fine legislatura, attuando riforma della giustizia, riforma istituzionale, riforma fiscale.
Un discorso, quello pronunciato in 54 minuti nell’Aula della Camera per chiedere la fiducia, in cui il presidente del Consiglio non nomina mai Gianfranco Fini, seduto alle sue spalle sullo scranno di presidente di Montecitorio e con il quale non incrocia mai lo sguardo, ma non rinuncia a denunciare la sua “amarezza” perchè il “legittimo dibattito” sui “problemi nuovi” che il governo si è trovato ad affrontare “oltre il programma elettorale”, è stato soppiantato da una “dialettica interna” alla maggioranza che “ha superato i limiti fisiologici del confronto” con “critiche aprioristiche al governo”.
All’opposizione, invece, Berlusconi imputa un “linguaggio d’odio”, che porta “spesso” ad armare “la mano dell’eversione”.
Ma chiede di ritrovare “la coesione nazionale” e al Pd Berlusconi riconosce il contributo al bipolarismo, da cui parte per stroncare ipotesi di terzo polo: “Mandiamo in archivio le pratiche della vecchia politica, formiamo alleanze di governo, non semplici cartelli elettorali”.
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