Roma, 9 set. (TMNews) – Dal palco di ‘Atreju’ l’inchiesta su Tarantini e Lavitola fa capolino ma senza riferimenti espliciti. Sceso dal palco, Silvio Berlusconi si trova di fronte le domande dei giornalisti e l’autodifesa è un muro: Teme le inchieste? “No”; E’ sotto ricatto? “Nessuno al mondo mi può ricattare”; l’invito alla latitanza per Lavitola? “Il mandato di cattura è successivo di sei giorni” alla telefonata intercettata. Il problema, semmai, è lo “strapotere dei giudici” che “va cancellato” con la riforma della giustizia che Berlusconi si dice certo di poter approvare entro la legislatura.
L’autoassoluzione del premier era cominciata già sul palco della festa dei giovani Pdl, soprattutto su quella frase (“Me ne vado da questo Paese di merda”) su cui sensibili sono i giovani di destra: “Gli umani sfoghi credo che li abbiamo tutti, abbiamo diritto di farli se parliamo con un’altra persona e se le cose che diciamo dovrebbero dalla Costituzione e dallo Stato essere ritenute inviolabili”. E poi, “chi non ha mai detto ad altri che sistema di..”. Tuttavia, sollecitato da Giorgia Meloni giura: “Negli sfoghi personali ti viene da dire, per come il Paese si trova ridotto per la situazione politica giudiziaria, che ti viene voglia di scappare ma certo io voglio stare qui con voi perché questo sistema voglio cambiarlo”.
Cambiandolo appunto attaccando i magistrati: “In questo momento lo strapotere che si è presa la magistratura che da ordine dello Stato si costituisce come potere indipendente da qualunque controllo esterno è intollerabile, è una cosa che dobbiamo combattere e cancellare”.
Ed è sempre per colpa dei giudici, spalleggiati dai giornali, che l’immagine pubblica rischia di essere il contrario di quella che il premier si attribuisce: “Credo di essere una persona diamantina, generosa, che ha aiutato tutti quelli che poteva aiutare”, dice con un velato riferimento all’inchiesta Tarantini. Ma “se leggete i giornali e quello che si inventano i giudici di sinistra questo non appare vero, ma sono tutte invenzioni”. Perchè “quando mi guardo allo specchio non ho nulla da rimproverarmi. Non ballo, non fumo, non gioco d’azzardo. Mi è rimasta una sola cosa che non considero un vizio e che spero mi rimanga per gli anni a venire…”.
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