Berlusconi: Salva-Fininvest? Tutti sapevano. Bossi: Non è vero

Berlusconi: Salva-Fininvest? Tutti sapevano. Bossi: Non è vero

Roma, 7 lug. (TMNews) – Silvio Berlusconi dà la sua versione sul giallo del comma 23, ossia la norma salva-Fininvest, prima inserita in manovra e poi ritirata, e di cui nessuno si è voluto assumere la paternità. Per spiegare che quella norma era stata discussa in Consiglio dei ministri e dunque era nota a tutti, compresi Tremonti e la Lega, e che comunque resta “sacrosanta”.

Al punto che potrebbe essere ripresentata “durante il percorso in Parlamento” perché a quel punto la sentenza sul maxi risarcimento per il Lodo Mondadori sarà già stata emessa e nessuno potrà più dire che si è trattato dell’ennesima legge “ad personam”. Una versione però smentita nel giro di poche ore da Umberto Bossi: “Non ne sapeva niente nessuno”, è il gelido commento del leader della Lega.

Sia come sia, il Pdl è pronto a ripresentare la norma “salva-Fininvest”. Dopo l’annuncio di Berlusconi è infatti arrivata la conferma del vicepresidente dei senatori Gaetano Quagliariello: presenterà in Senato un ddl che affronterà “in termini strutturali e ben articolati” il tema al centro della norma, inserita in manovra e poi tolta, che interessava il lodo Mondadori. Il ddl, ha detto Quagliariello, sarà “a firma mia e di Gasparri. Ne parleremo a tempo debito – ha aggiunto – è una cosa che ha molto a che fare con lo sviluppo”.

Il presidente del Consiglio ha parlato durante la presentazione del libro di Domenico Scilipoti ‘Il re dei peones’ ed è sembrato volersi togliere qualche sassolino dalla scarpa. Il primo: la norma “non l’ho scritta io” ha premesso. Secondo sassolino: “E’ stata discussa durante il Cdm” e “Tremonti – ha spiegato – non ha ritenuto di portarla al voto, essendo sicuro che tutti i componenti della coalizione fossero d’accordo”. Terzo: “Calderoli – ha riferito il premier – mi ha detto ‘perchè non me l’hai detto l’avrei scritta meglio e l’avrei sostenuta”.

Berlusconi ci ha anche tenuto a ribadire che “io e la Fininvest non abbiamo bisogno di nessuna norma per salvarci” e comunque “questa norma è sacrosanta, equilibrata, ed è molto semplice spiegarla: mi sembra logico che ci sia una fidejussione che garantisca la possibilità di restituire i soldi ove si ribalti la sentenza di terzo grado. Si può anche rimandare il pagamanto al terzo grado”, ma in ogni caso “è la norma più giusta e sacrosanta che si possa immaginare”.

Ma se questa è la versione del premier, a confutarla arrivano Umberto Bossi e prima ancora il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli: “Ribadisco, ancora una volta – ha affermato in una nota – di non aver mai nè letto nè visto la cosiddetta norma sul Lodo Mondadori e di aver appreso della sua esistenza soltanto dai lanci delle agenzie di stampa, la settimana successiva al Consiglio dei ministri”.

Red/Pol

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