Bimba contesa dai genitori Ma il giudice non decide

VARESE Questa è la storia di una bambina, Paola, che il prossimo 24 febbraio compirà di tre anni, e della sua mamma, la signora Donatella, che da due anni reclama giustizia. Sì, giustizia perché in questa vicenda ciò che manca è una decisione del Tribunale dei minori utile a dare qualche certezza sull’affidamento della piccola.

Un caso non raro purtroppo ma nondimeno doloroso. Donatella, al di là dell’angoscia per il sereno sviluppo della figlia, dipinge un contesto particolarmente opprimente. In cui non sono mancati episodi violenti. Insulti, umiliazioni, minacce, qualche sberla. Metodi che la donna sostiene di avere subito, a suo tempo per far sì che lasciasse la comune abitazione e poi per avere via via mano sempre più libera nel disporre della bambina. «Il clima in casa era diventato insostenibile – dice – subito dopo la nascita di mia figlia il mio ex compagna ha iniziato ad assumere un comportamento molto aggressivo e ha cominciato a vessarmi in tutti i modi con l’obiettivo di allontanarmi per gestire in totale autonomia la bambina».

«Sono delusa, esasperata, sfiduciata ma non mi arrendo – spiega la donna che oggi risiede ad Azzate dopo essere stata costretta a lasciare la casa dell’ex compagno, a Varese – viviamo nella perenne incertezza e sono angosciata per i ricatti e i soprusi del padre di Paola che può in ogni momento prendere la bambina e trattenerla con sé per tutto il tempo che ritiene». Assistiti dai rispettivi legali, i genitori hanno stabilito un accordo di massima sulla gestione della figlia ma – sostiene la donna – l’uomo l’ha costantemente disatteso non rispettando orari e incombenze previsti. «Mi sono rivolta più e più volte agli assistenti sociali ma non ho ottenuto nulla di concreto e del resto loro si attivano solo su disposizione dell’autorità giudiziaria – spiega la madre – ora lancio un nuovo appello alla giustizia affinché, finalmente, si arrivi a un pronunciamento, anche temporaneo, che permetta a mia figlia di crescere serena, andare avanti in questo modo è diventato insostenibile e, temo, rischia di causare traumi irreparabili nella piccola». Donatella minaccia pubbliche, eclatanti, manifestazioni di protesta. Speriamo che non vi debba arrivare per essere ascoltata.

e.marletta

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