Blitz arma in pugno al phone center Migliaia di euro il bottino del colpo

Blitz arma in pugno al phone center
Migliaia di euro il bottino del colpo
Via Piave teatro della rapina: il gestore dell’attività si è visto puntare una pistola alla testa e ha quindi consegnato tutti i soldi al malvivente

– Rapina a mano armata al phone center di via Piave: balordo in fuga con migliaia di euro. Il colpo messo a segno l’altroieri sera poco prima dell’orario di chiusura. Una rapina lampo. Il malvivente si è presentato a volto scoperto davanti al gestore.

Il rapinatore molto probabilmente è italiano, tra i 35 e i 40 anni. In mano stringeva una pistola. Ha seccamente ordinato alla vittima di consegnare tutto il contante disponibile.
Il phone center, frequentato prevalentemente da cittadini stranieri che così mantengono i contatti con i familiari rimasti nel Paese d’origine, ha anche un servizio di money transfer.
E a quei soldi mirava il rapinatore. Il bottino è ancora in fase di quantificazione ma si parla di alcune migliaia di euro. I risparmi che tantissimi stranieri avevano versato per essere inviati alle famiglie che vivono nei Paesi d’origine e che a quei risparmi legano la loro sussistenza. Il rapinatore senza scrupoli ha intascato tutto quindi è fuggito sparendo nel nulla.
Non è chiaro che ad attenderlo all’esterno dell’esercizio pubblico vi fosse un complice che potrebbe aver agito come palo pronto a dare l’allarme qualora in zona si fossero avvicinati esponenti delle forze di polizia.

Né è stato accertato al momento se il rapinatore abbia raggiunto un mezzo poi utilizzato per la fuga vera e propria. L’uomo potrebbe aver raggiunto un’auto posteggiata in zona. Abbastanza vicina da essere raggiunta con facilità, ma posteggiata in luogo abbastanza lontano da consentire un immediato collegamento con il colpo. Da via Piave, appena il balordo è uscito di scena, è scattato l’allarme.
Il gestore del phone center, uscito illeso anche se comprensibilmente spaventato dall’accaduto, ha denunciato l’accaduto alla polizia di Stato.
Gli agenti hanno immediatamente dato il via alla caccia all’uomo. Anche perché il colpo è formalmente a mano armata anche se la pistola utilizzata dal balordo potrebbe essere anche, come spesso accade in questi casi, un’arma giocattolo.

La criminalità italiana, dunque, guarda in modo molto diverso alle attività gestite da stranieri viste come fonti di lucrosi bottini. Il colpo al phone center infatti è stato molto probabilmente ben studiato.
Il balordo potrebbe aver fatto degli appostamenti per studiare l’orario migliore in cui colpire (evitando per ovvie ragioni le fasce orario con maggiore affluenza di clienti), le vie di fuga e probabilmente anche la presenza di eventuali sistemi di sicurezza. Ora si indaga per identificare l’autore del colpo. I poliziotti stanno vagliando l’eventuale presenza in zona di telecamere, anche private, che possano aver ripreso l’arrivo o la fuga del balordo.
Che ha agito a volto scoperto. Il che potrebbe significare o un’eccessiva dose d’imprudenza oppure il fatto che l’uomo non abbia precedenti e sia così convinto di non essere identificabile. I poliziotti hanno anche sentito altri commercianti e residenti per capire se nelle ore immediatamente antecedenti al colpo abbiano notato qualcosa di strano.
Se il rapinatore ha controllato la zona la sua presenza potrebbe essere stata notata. E con il senno di poi qualcuno potrebbe ricordare di aver visto qualcosa di utile alle indagini.
Da mesi Varese non registrava una rapina di questa portata. Il balordo ha calcolato di incassare un buon bottino. Ha puntato a un luogo dove potenzialmente fluiscono parecchi contanti ma che è meno impenetrabile di un istituto di credito, ad esempio.

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