Boccata d’ossigeno per La Quiete

Le due proposte - Una arriva dall’imprenditore di Frosinone Roberto Casinelli, l’altra da una società di Verona

– Due occasioni per La Quiete: Roberto Casinelli, imprenditore di Frosinone fuoriuscito dal Gruppo Sant’Alessandro (che gestiva la clinica), ci «ha messo la faccia», dicono i lavoratori, e non solo si è reso disponibile a pagare gli stipendi arretrati ai lavoratori, ma ha presentato un piano industriale per il rilancio della clinica al prefetto Giorgio Zanzi e al sindaco Davide Galimberti. «Un segnale forte – spiega Davide Farano, rappresentante

interno Cgil – che si voglia dare continuità all’attività della clinica. Nessun imprenditore si accollerebbe il 100% dei debiti se non avesse un piano preciso di rilancio dell’attività». Poi c’è quell’interessamento da parte di una società di Verona, che opera sempre in ambito sanitario, considerato concreto dal curatore fallimentare Luisa Marzoli. La stessa Marzoli, in sede d’asta fallimentare, ha valutato il gruppo veneto «serio e solido». Due occasioni per Varese.

E ai varesini si rivolgono direttamente i lavoratori: «Varese deve esserci e non deve lasciarci soli. La clinica è aperta, operativa e fornisce gli stessi servizi con la stessa qualità che ha sempre fornito. Fidatevi di noi come avete sempre fatto – dicono i lavoratori – se i pazienti inizieranno a fare altre scelte non avremo alcuna opportunità. Noi perderemo il lavoro e Varese perderà un’eccellenza sanitaria». Il punto è proprio questo. «C’è uno spiraglio – spiega Cinzia Bianchi, della Cgil – Certo non stiamo facendo i salti di gioia ma la situazione è cambiata. Al termine dell’asta andata deserta la prospettiva era quella di chiudere». In 40 giorni Asl avrebbe ricollocato i pazienti e sarebbero arrivati i sigilli. Prima che potesse essere indetta una seconda asta fallimentare che potrebbe svolgersi a metà ottobre. «Se la clinica avesse chiuso sarebbero probabilmente saltate le licenze già in proroga – spiega Bianchi – la clinica avrebbe perso appetibilità. Un eventuale investitore, infatti, avrebbe non soltanto dovuto acquisire la struttura all’asta, ma attendere mesi prima di vederla operativa dovendo attendere per riottenere le licenze sospese. È vitale, per i lavoratori, che La Quiete continui ad operare come ha sempre fatto. E ad oggi siamo riusciti a mantenere questa condizione».

È accaduto infatti che Casinelli si sia reso disponibile a pagare entro il 4 agosto il primo stipendio arretrato ai lavoratori che da quattro mesi operano senza vedersi versare nulla a fine mese. «Il 4 agosto – aggiunge Bianchi – avremo un nuovo incontro con Casinelli e in quella sede saranno stabilite scadenze, a breve termine, entro le quali versare ai lavoratori tutti gli stipendi arretrati dovuti». L’intervento di Casinelli ha di fatto bloccato lo sfratto prorogato sino a venerdì 16 settembre. «Entro quella data – continua Bianchi – dovranno arrivare proposte concrete e definitive per risolvere la situazione». Il fatto che vi siano due potenziali acquirenti per la clinica «e che c’è l’impegno a pagare gli stipendi arretrati – spiega Farano – ha aperto uno spiraglio di speranza per i lavoratori. Dallo sfratto, in poche ore, siamo arrivati ad una speranza. Per questo i varesini non devono abbandonarci adesso. La clinica funziona e deve continuare a funzionare come ha sempre fatto. Perdendo pazienti perderemmo potenziale». Pazienti e dipendenti: qualcuno, infatti, se ne è andato vista la situazione. «È importante che anche i dipendenti attendano le evoluzioni della situazione – conclude Bianchi – gli acquirenti potenziali devono poter contare su una struttura in piena efficienza».