VARESE Il viaggio in Sicilia da un lato e la piazzetta varesina dimenticata dall’altro. Renzo Bossi scende a Favara per far visita alla casa natale del bisnonno e al contempo decide di intervenire a Varese dove c’è una piazzetta che porta il nome di Calogero Marrone e che è abbandonata a se stessa. Un angolo placido e tranquillo a Biumo Inferiore, visitato e ripulito però solo in occasione delle commemorazioni ufficiali nel giorno della memoria. Sì, perché il bisnonno di Renzo Bossi, da parte di mamma Manuela, può essere considerato lo Schindler varesino. Nel 1931 arrivò in città da Favara, un paesino a 15 chilometri da Agrigento, dopo aver vinto un concorso come impiegato nel comune di Varese. Nel 1934 divenne dirigente dell’ufficio anagrafe e, nei terribili anni dell’occupazione nazifascista, utilizzò la sua posizione per procurare documenti falsi agli ebrei che cercavano di attraversare il confine svizzero. Tradito probabilmente da qualcuno che lavorava nel suo ufficio, fu deportato nel lager di Dachau, dove morì nel febbraio del 1945. Varese decise, quindi, di ricordarlo titolandogli una piazza nel 2005. «Ricordo benissimo il giorno dell’inaugurazione dello spazio dedicato al mio bisnonno – commenta Renzo – Nonostante tutto, mamma mi raccontava sempre delle mie origini e delle imprese di suo nonno Calogero. Per questo ho deciso che era giunto il momento di andare a riscoprire la mia terra». Di qui la partenza alla volta di Favara, accompagnato da giornalista e fotografo del settimanale “Diva e Donna”. Ha posato una rosa sotto la targa dedicata al bisnonno, sulla parete
della sua casa natale e ha conosciuto il cugino della madre, Tano Schifano. «Ho compiuto una sorta di gemellaggio ideale tra Varese, la mia città, e Favara, riscoperta adesso – continua Bossi jr – So che la piazzetta che Varese ha dedicato al mio bisnonno non gode di molte cure. Faccio un appello al sindaco, Attilio Fontana, perché provveda per una decorosa manutenzione. Non le faccio visita spesso perché gli impegni in Regione mi costringono lontano, ma la prossima volta che verrò in città ci andrò per lasciare anche lì una rosa e assicurarmi di persona dello stato della piazza. Come del resto ho intenzione di fare con la casa del bisnonno, che ho trovato in stato di abbandono». A “Diva e Donna”, Bossi jr ha rivelato di volerla comprare e trasformare in un museo, «perché il mio bisnonno merita di essere ricordato con onore». Nel reportage completo del viaggio, Renzo ha raccontato anche di non essere mai stato in Sicilia. «Ho scoperto un paese bellissimo e della gente davvero ospitale. Ho sempre sentito parlare del meridione in altri termini e, invece, ho potuto costatare di persona che spesso si è trattato di luoghi comuni». Un viaggio alla scoperta delle sue origini, ma anche «per lanciare un appello alla gente del Sud adesso che, dopo anni di battaglie, grazie alla Lega si sta realizzando la riforma federale – continua Renzo – Ho voluto guardare in faccia la gente e portare il messaggio di papà: che il federalismo non è contro di loro». Valentina Fumagalli
s.bartolini
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