«Bossi pensava alla politica I soldi? Non se ne occupava»

Ieri l’udienza: imputati Umberto, Renzo, Riccardo Bossi e Belsito. L’accusa è di appropriazione indebita. Replica il legale del Senatur

– Approda in Tribunale il caso delle spese personali della famiglia Bossi che sarebbero state pagate con i fondi della Lega Nord. Si è aperto ieri a Milano il processo che vede imputati il fondatore del Carroccio , i figli e e l’ex tesoriere della Lega . Sono accusati di appropriazione indebita, per aver utilizzato rimborsi elettorali destinati al partito per le spese più varie: l’ormai celebre laurea in Albania conseguita dal “Trota”, multe per migliaia e migliaia di euro, la fattura del carrozziere e i lavori nella villa di Gemonio. L’inchiesta “The Family” nel 2012 provocò un terremoto all’interno della Lega Nord, con il cambio nella leadership traghettato da e i primi passi verso l’ascesa dell’attuale segretario federale .

È iniziata ieri, invece, la “battaglia” nell’aula del Tribunale, con un’udienza di smistamento (nessuno degli imputati era presente) e il rinvio del processo al prossimo 9 settembre. Il dibattimento, quindi, entrerà nel vivo in autunno, con le audizioni dei primi testimoni. non si è mai occupato di questioni economiche, ma solo di politica, politica e politica, lui non sa nemmeno quanto costa un chilo di pane», ha spiegato l’avvocato ed ex parlamentare della Lega , difensore del Senatur, al termine dell’udienza. Preannunciando una linea difensiva che sarà quella di «giustificare punto per punto tutte le spese». La Lega, come già preannunciato nei mesi scorsi, non si è costituita parte civile per chiedere i danni né contro la famiglia Bossi, né contro Belsito.