Brenta perde residenti: in due anni cento abitanti in meno, il sindaco lancia l’allarme sullo spopolamento

Il paese della Valcuvia scende sotto i 1.600 abitanti. Il Comune chiede interventi e fondi per recuperare le case vuote e fermare il degrado del centro storico.

In appena due anni Brenta ha perso circa cento abitanti, pari a una riduzione vicina al 6% della popolazione. Un calo rapido e costante che porta oggi il paese sotto la soglia dei 1.600 residenti, rispetto ai quasi 1.800 registrati nel 2024.

Un dato che, secondo l’amministrazione comunale, rappresenta un vero campanello d’allarme e fotografa una situazione di progressivo spopolamento che interessa da tempo i piccoli centri della Valcuvia.

Per questo il sindaco Gianpietro Ballardin ha deciso di scrivere ai parlamentari italiani, agli eurodeputati e ai consiglieri regionali eletti sul territorio, chiedendo interventi strutturali per contrastare il fenomeno e favorire il recupero del patrimonio edilizio abbandonato.

L’obiettivo è quello di promuovere misure e finanziamenti pubblici destinati alla riqualificazione delle abitazioni dei centri storici, molte delle quali oggi inutilizzate o in stato di degrado. L’idea è che rendere nuovamente abitabili questi immobili possa contribuire a creare un contesto più attrattivo per nuove famiglie.

Il problema, tuttavia, non riguarda solo Brenta ma un’intera area montana e collinare che comprende le realtà della Comunità Montana Valli del Verbano. Qui il fenomeno dello spopolamento si accompagna da anni alla difficoltà di mantenere servizi e infrastrutture adeguate.

Secondo le analisi richiamate dal Comune, il progressivo esodo delle famiglie è legato a una combinazione di fattori: opportunità lavorative limitate, carenze infrastrutturali e difficoltà abitative. Il risultato è un aumento degli edifici vuoti e un conseguente deterioramento del tessuto urbano, soprattutto nei nuclei storici.

Una dinamica che si inserisce nel più ampio quadro delle cosiddette “aree interne”, dove il rischio è quello di un lento ma costante svuotamento demografico.

La richiesta dell’amministrazione è quindi quella di invertire la tendenza attraverso politiche mirate al recupero degli immobili esistenti, evitando ulteriore consumo di suolo e puntando invece sulla rigenerazione dei centri storici già costruiti.