Business della terra. I sogni nel cassetto sono le lauree green

Sempre più varesini puntano sull’agricoltura. Lo rivela un’indagine di Coldiretti Lombardia «Futuro su misura, tra trattori e tecnologia»

VARESE – Cresce l’interesse dei giovani varesini per l’agricoltura, non solo come “sogno” imprenditoriale, ma anche come precisa scelta per gli studi universitari. Un dato che per certi versi sorprende, viste le caratteristiche della provincia di Varese, la cui spina dorsale a livello produttivo, è rappresentata da sempre dalle imprese del settore manifatturiero, storico comparto dell’economia del nostro territorio. Eppure, leggendo la ricerca effettuata da Coldiretti Lombardia emerge con chiarezza che anche i giovani varesini sognano un futuro in agricoltura. Per il nostro territorio, si tratta di un settore dove di certo le eccellenze non mancano, sia a livello di prodotti che di tecnologie utilizzate dalle imprese.

Il grande interesse dei nostri under 35 per l’agricoltura si manifesta anche nel percorso di studi universitari da intraprendere e non tanto come nuove aziende aperte. Le cosiddette “università della terra” in Lombardia, attorno alle quali gravitano anche gli studenti della provincia di Varese, in questi ultimi cinque anni hanno registrato un vero e proprio boom di iscrizioni. Dal 2010 al 2015, gli iscritti alle facoltà di riferimento dell’agricoltura all’università Statale di Milano, uno degli atenei di riferimento per i giovani varesini, sono cresciuti addirittura del 48%, passando da 2.712 immatricolati a oltre quattromila studenti. Ma non è solo la Statale a fare registrare un netto aumento di iscrizioni; alla facoltà di scienze agrarie della Cattolica di Milano ad esempio, le immatricolazioni sono cresciute in cinque anni dell’86%.

La facoltà di veterinaria della Statale ha fatto segnare un + 47%, mentre quella di scienze agrarie e alimentari dello stesso ateneo un + 13%. Il mestiere dell’agricoltore è certamente cambiamo molto negli ultimi anni, anche grazie alle nuove tecnologie. «L’imprenditore agricolo – affermano Fernando Fiori e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti Varese – è una professione che ha ormai acquisito un certo prestigio e dai ragazzi è visto anche come un modo per realizzare i propri sogno e crearsi un futuro su misura». Se una volta, quello dell’agricoltore era un mestiere di ripiego, oggi diventa una prima scelta anche per i nostri giovani, a

partire dalla scelta del percorso di studi da intraprendere. Secondo il sondaggio Coldiretti/Ixè, tra i giovani intervistati il 57% preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale, professione che si ferma al 18% delle preferenze; stessa percentuale per l’impiegato di banca. Quasi un genitore su tre, il 29%, consiglierebbe ai propri figli di fare l’agricoltore e ben il 55% sarebbe contento se il figlio o la figlia sposasse un agricoltore.Sono diversi i giovani della provincia di Varese che insieme ad altri 200 coetanei provenienti da tutte le province della Lombardia, stanno concludendo i “master della terra”, organizzati da Coldiretti con il patrocinio del ministero dell’Agricoltura.

L’età media dei partecipanti è attorno ai 23 anni, mentre il più giovane ne ha solo 19: il 30% di loro, non viene dal mondo agricolo, mentre la metà è laureata o frequenta l’università. Tra i partecipanti ci sono anche laureati in filosofia, ingegneria, architettura, lingue e letteratura straniera, che puntano però a un futuro in agricoltura. «In ogni caso – conclude Claudio Piva, coordinatore dei corsi in Lombardia – si tratta di ragazzi che oltre ad avere un’idea imprenditoriale, sono anche nativi digitali, abituati a utilizzare i social media e in particolare Facebook per promuovere la propria azienda, oltre a Instagram per far conoscere i propri prodotti; sanno bene che l’agricoltore del futuro si dividerà sempre più tra computer e trattore».