BUSTO ARSIZIO – Accusato di aver abusato sessualmente della pronipote tredicenne si avvale della facoltà di non rispondere. Ascoltato ieri dal gip Nicoletta Guerrero il quarantenne di Castano Primo arrestato il 13 agosto con l’accusa di aver stuprato la ragazzina dopo aver ricevuto ospitalità dai genitori della vittima nella loro abitazione in un comune della Valle Olona.
Scena muta dopo aver ammesso di aver violentato la pronipote almeno una volta davanti ai carabinieri di Busto Arsizio. L’ammissione aveva di fatto chiuso il cerchio portando il gip a firmare l’ordinanza che ha condotto il quarantenne in carcere venerdì scorso. Le versioni di vittima e aggressore non coincido soltanto su un punto: il numero degli abusi. Per la ragazzina furono 4, per il quarantenne la violenza si consumò in un’occasione soltanto.
Stando a quanto accertato dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Pasquale Addesso, il quarantenne, separato con figli e nullafacente, avrebbe chiesto ospitalità alla pronipote per una decina di giorni. Il tempo per sottoporsi a una serie di esami e controlli in ospedale a Busto Arsizio a causa di un problema all’udito. L’uomo avrebbe abusato della tredicenne un pomeriggio, mentre era solo in casa con lei. La ragazzina
stava sul divano e lui l’avrebbe bloccata con il proprio peso spogliandola e consumando un rapporto completo. La vittima ha dichiarato che dopo quella prima aggressione ce ne sarebbero state almeno altre tre, sempre con le stesse modalità. Il quarantenne avrebbe minacciato la tredicenne ordinandole di non parlare, le avrebbe detto che nessuno avrebbe creduto alla sua storia e che, anzi, i genitori pensadola una bugiarda l’avrebbero picchiata.
Ai militari, inoltre, il quarantenne avrebbe dato una versione dei fatti in base alla quale sarebbe quasi stata la ragazzina a provocarlo raccontandogli i discorsi “sessuali” che venivano fatti a scuola. A quel punto lui avrebbe perso la testa abusando di lei. Ieri il personalissimo “movente” del quarantenne è stato risparmiato al gip data la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere a carico del prozio: l’uomo resterà a San Vittore.
e.besoli
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