BUSTO ARSIZIO No. E’ l’unica parola, l’unica reazione che divampa quando la notizia piomba su Busto: Mary Mancini Maddaluno se n’è andata. E per istanti interminabili, non c’è null’altro da dire, la commozione è troppo forte.Si è spenta all’improvviso, Mary, a soli 65 anni, mentre era a Druogno. Una mattina lontana dalla città e accanto al suo amato Gianni, a un tratto si è infranta, diventando tragedia in pochi minuti. Un arresto cardiaco, la corsa dell’ambulanza, i vani tentativi di rianimarla. E alla fine un’unica certezza: questo destino folle ci ha tolto il sorriso di Mary.Solo pochi giorni fa, i Maddaluno erano all’ospedale di Busto per un nuovo segnale di generosità all’attività dell’hospice. Lì era morta, dopo una lunga malattia, la loro unica figlia Rossella, a soli 41 anni, nel 2008. Gianni e Mary non potevano permettere che tutto finisse così, la loro Rossella era un fiore troppo meraviglioso. Avevano fondato – armati del loro coraggio e del loro amore – l’associazione “Amici di Rossella”, proprio per restare a fianco del personale dell’hospice, capace di curare le persone (non i malati) e di prendersi cura delle loro famiglie con una devozione ammirevole. Rossella era un angelo che continuava a rimanere
accanto a loro e a chi soffriva. Non si contano le iniziative promosse dagli Amici, un gruppo sempre più numeroso perché la dedizione dei Maddaluno non poteva che spronare la gente, le associazioni, chiunque li incontrasse.Un amore contagioso, un amore che affondava le radici nella vita di famiglia. Neanche un anno fa si era spenta la mamma di Mary, la mitica Giannina che aveva sposato Peppino Mancini. La foto di Giannina e Peppino insieme – vicino a quella di Rossella – sulla lapide raccontava proprio questo: che esiste un filo misterioso che lega le persone, e questo filo non può mai spezzarsi veramente. Se lo ripetono coloro che hanno la fede, di fronte a un mistero schiacciante. Mary, il suo sguardo affettuoso verso Gianni, verso i suoi cari e gli amici, verso i pazienti dell’hospice quando risuonava la musica dal pianoforte donato alla struttura ospedaliera, balsamo per l’anima. Dirle addio non si può. I funerali dovrebbero essere celebrati marted alle 14 in basilica: prima lei verrà portata al battistero perché gli amici possano salutarla un’ultima volta (il Rosario lunedì alle 18). Ma sarà un abbraccio, e una promessa soprattutto che faranno: quella di restare vicini a Gianni, sempre. Marilena Lualdi
m.lualdi
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