Busto Arsizio, per costruire bisogna piantare degli alberi

Busto Arsizio -Il Pgt farà respirare la città. Terreni edificabili riempiti di alberi entro 6 mesi dall’approvazione del piano: così Busto diventerà più verde e si rigenererà. Si chiama “preverdissement”, un concetto traducibile in italiano con l’espressione “piantumazione preventiva”, ed è una delle più originali novità proposte dalla squadra di estensori del documento di piano del Pgt, che giovedì sera è stato illustrato ai professionisti del settore in un seminario al Museo del Tessile dedicato alle politiche di rigenerazione della città.

Si tratta di un’esperienza innovativa che l’architetto Massimo Giuliani ha già adottato nel piano di governo del territorio del Comune di Segrate, come testimoniato dal sindaco Adriano Alessandrini che era stato invitato all’incontro. «È una delle iniziative che si intende introdurre per avviare un processo di rigenerazione urbana sostenibile» conferma il vicesindaco Giampiero Reguzzoni. La norma prevede che entro sei mesi dall’entrata in vigore del piano di governo del territorio, su tutte le aree di trasformazione urbanistica previste dal documento vengano messi a dimora degli alberi in modo tale da “riempire” gli spazi in attesa di veder sorgere i fabbricati.

«La piantumazione delle aree – spiega Reguzzoni – verrà eseguita in varie modalità e con diverse essenze a seconda delle previsioni edificatorie dell’area stessa. Nelle parti destinate a rimanere a verde potranno essere piantumate essenze che in futuro sono destinate ad essere mantenute su quello stesso terreno e quindi a crescere rigogliose, mentre nelle parti su cui si prevede l’edificazione saranno utilizzate

essenze di carattere temporaneo». Vale a dire alberi trasferibili da sfruttare per ricavare materiale per la produzione di biomasse. Insomma, non si perderà niente. Ma nel frattempo, appena entrato in vigore il Pgt, Busto si scoprirà piena di verde alberato un po’ ovunque, per poter far respirare una città che per troppi anni ha abbattuto le piante per fare spazio al cemento.

«Sarà una norma obbligatoria da applicare – sottolinea spiega l’assessore all’urbanistica Giampiero Reguzzoni – anche sulle aree di proprietà pubblica e in particolare sui cosiddetti “reliquati”, quelle aree che non hanno futuro dal punto di vista urbanistico e che tendono ad essere abbandonate a sé stesse in mancanza di potenzialità edificatorie. Il Comune potrà avviare sinergie per promuovere la piantumazione in collaborazione con altri soggetti, vedi l’esempio dei Lions che in collaborazione con la Regione Lombardia hanno iniziato a mettere a dimora gli alberi in zona industriale». Ancora da studiare i meccanismi sanzionatori che rendano effettive le azioni di piantumazione, anche se quando le normative urbanistiche non vengono rispettate, i proprietari delle aree rischiano di vedersi bloccate le pratiche di concessione edilizia. Di certo sono molteplici i vantaggi di questo tipo di intervento, a partire dal fatto che «qualsiasi possa essere il futuro di un’area edificabile (spesso passano anni prima che i cantieri partano, ndr) – fa notare la dirigente dell’ufficio tecnico Patrizia Albo – in ogni caso gli alberi rimarranno e sfideranno il degrado che spesso si impadronisce dei terreni liberi».
Andrea Aliverti

 

p.rossetti

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