Busto Arsizio – Assestamento di bilancio a suon di tagli: nel mirino cultura, servizi sociali e opere pubbliche. «Per noi è prioritario rispettare il patto di stabilità» afferma in commissione bilancio l’assessore alla partita Laura Mira Bonomi, che ha illustrato la manovra di novembre, all’insegna delle “lacrime e sangue”.
Per centrare l’obiettivo del patto, a palazzo Gilardoni tocca tagliare e risparmiare sulla spesa corrente, interrompere i pagamenti ai fornitori e accelerare le riscossioni rilanciando il piano delle alienazioni. «In seguito al monitoraggio sui conti avviato nelle scorse settimane – sottolinea il sindaco Gigi Farioli – l’assestamento prevede molti tagli alla spesa corrente, che sono anche risparmi e spese realisticamente non effettuabili da qui alla fine dell’anno». La scure colpisce la cultura (tanto che si vocifera di un malcontento in Giunta dell’assessore Mario Crespi) ma anche i servizi sociali, in particolare per via dei minori trasferimenti regionali. «I tagli alla cultura e al tempo libero a fine novembre si fanno più a cuor leggero che non quelli ai servizi sociali – ammette Farioli, minimizzando l’impatto della manovra – prima di operare economie abbiamo fatto ripetute verifiche».
Di fatto svuotato (197mila euro in meno sui 200mila stanziati) il fondo famiglia e lavoro per le iniziative di microcredito, che non hua riscosso il successo sperato in termini di adesioni. Alla fine i tagli ammontano complessivamente a circa 2 milioni e 100mila euro. Sull’assestamento di bilancio, che andrà in approvazione in consiglio comunale il prossimo 29 novembre, pesa in particolare il crollo degli introiti da oneri di urbanizzazione: dalla previsione iniziale di circa 10 milioni di euro, il bilancio si assesta a poco più di 6 milioni di euro. Mancano all’appello
ben 3 milioni e 710mila euro di entrate, in gran parte (due milioni e mezzo) impegnate nel preventivo per finanziare opere. «Situazione problematica – ammette l’assessore al bilancio – speravamo nel piano casa ma gli effetti non sono stati quelli previsti». Per rimediare alle mancate entrate dall’urbanistica, sono oro colato i soldi della cessione delle quote di Malpensafiere («assegno da 150mila euro già incassato» fa sapere l’assessore) e quelli della convenzione Hupac, ma anche i 450mila euro di riscossioni da contravvenzioni arretrate e i 205mila euro di maggiori proventi dagli accertamenti Tarsu.
La necessità di rispettare il patto di stabilità impone anche la scelta dolorosa di interrompere i pagamenti fino al 31 dicembre, «ad eccezione del tetto di un milione e 78mila euro concesso dal patto di stabilità regionale» rivela Mira Bonomi. Lacrime e sangue? E’ solo l’antipasto del prossimo preventivo. «Le vere risultanze dolorose saranno quelle della costruzione del bilancio 2012 – fa notare l’assessore – con queste premesse non sarà facile. Intanto attendiamo le novità della manovra finanziaria del nuovo governo Monti».
Andrea Aliverti
p.rossetti
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