BUSTO ARSIZIO (v. a.) Spunta il sole, ma si spegne Carnevale Bustese. Dopo l’avvenuta consegna delle chiavi al Tarlisu e alla Bumbasina nella tradizionale cerimonia al Museo del Tessile, è stata annullata la sfilata prevista nel pomeriggio di ieri.La decisione è stata presa a metà mattinata, quando ancora il meteo minacciava pioggia con il cielo plumbeo. La notizia è stata diramata dal commissariato ai vari gruppi folcloristici. Ignare di tutto decine e decine di famiglie con i bambini in maschera che si sono comunque dirette in centro all’ora prevista. Alle 15 i più piccoli travestiti da clown, gurmiti, fatine e dai più noti personaggi dei cartoni animati, erano già schierati lungo via Milano e viale Duca D’Aosta, in attesa del passaggio dei carri allegorici carichi di colore e musica. Il sole si era già fatto spazio tra le nuvole e i cittadini non immaginavano l’annullamento della kermesse per maltempo. Non vedendo arrivare la sfilanta in molti sono tornati a casa o hanno deviato nei comuni vicini dove, da Castellanza a Fagnano, il Carnevale si è svolto regolarmente. Cancello chiuso a Sacconago davanti alla sede fatiscente del Carnevale sinaghino di piazza Leone XIII: «Abbiamo dovuto ritirare tutti i carri nel cortile – spiega uno dei volontari – c’è molta amarezza tra di noi: abbiamo sfilato anche con la neve per le strade, non condividiamo questa scelta. Forse questa sarà l’ultima edizione del nostro Carnevale, ci stanno ostacolando
in ogni modo, ma per sabato prossimo stiamo già preparando una grande sorpresa». Già con il morale a terra, per le irrisolte questioni della sede abbandonata al degrado, Giovanni Sacconago, patron del Carnevale, ha appreso con delusione la notizia dai suoi ragazzi. Anche il Tarlisu nel suo proclama letto ieri mattina, ha ribadito che senza una sede consona il Carnevale Bustese «al và in balon!» (nel pallone). «Gente, vogliamo proprio che la tradizione creata dal Giuàn vada a morire?» ha domandato davanti all’assessore alle Tradizioni Ivo Azzimanti che ha sostituito il sindaco nella consegna delle chiavi. La maschera bustocca ha bacchettato il lavoro dell’amministrazione comunale, partendo dall’immobilismo su Calzaturificio Borri, Caserma, “casa” dei pullman dietro all’ospedale e via dicendo, fino al trasferimento dei «servizi importanti, come lo sgombero della neve» ad Agesp, «che non ha il personale per fare i lavori come si devono fare e in Comune avanza la gente». E così via, fino a una nota di tristezza per la Pro Patria che «è a metà strada e ha già un piede nella fossa». «Serve spronarli i nostri amministratori perché facciano il bene per la nostra città», ha quindi concluso la maschera prima di lasciare il palco ai piccoli tarlasi delle elementari Rossi che hanno interpretato le canzoni in dialetto del Carnevale. Confermata la sfilata di sabato 21 con i carri allegorici e la partecipazione dei gruppi che hanno aderito al concorso indetto dal Comune.
e.marletta
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