Busto, che sabato fiacco «Proviamo a risvegliarla»

BUSTO ARSIZIO Che sabato fiacco. La voglia di uscire di casa, la sera, e occupare strade e piazze del centro, c’è. Servono però eventi capaci di richiamare i cittadini come accade già in occasione dei giovedì sera con i negozi aperti. Se messo a confronto con  una qualsiasi serata di shopping sotto le stelle, il sabato sera a Busto appare desolante. La gente non manca, ma siamo lontani anni luce dalla folla che si forma davanti alle vetrine in notturna.  Qualcuno, di sabato sera, passeggia sotto i portici di via Milano, le gelaterie lavorano bene e le compagnie di giovani di dividono in due: gli adolescenti si ritrovano davanti alla fontana di piazza Garibaldi, gli altri davanti al bar Kandisky, decisamente il più affollato. Dopo le 21  c’è chi ne approfitta per farsi un giro in bicicletta, bere un caffè e chi per portare a passeggio il cane, ma è verso le 23 che il centro inizia a

svuotarsi: sono poche le occasioni di divertimento, ad eccezione di qualche bar aperto. La proposta della Notte Bianca a Busto come alternativa al coprifuoco cittadino, lanciata nei giorni scorsi da Antonello Ferioli, piace, ma non basta. «Perché non organizzare concerti ed eventi anche al sabato sera? – domanda una  giovane mamma – facciamo vivere queste piazze, coinvolgiamo associazioni, compagnie teatrali, gruppi musicali; non serve pensare in grande bastano piccoli eventi di qualità per fare uscire la gente di casa». «La Notte Bianca a Busto non sarebbe una brutta idea – aggiunge Marco Brusetti – andrebbe però studiata bene con un calendario di eventi capace di richiamare diverse fasce di età e un pubblico variegato. Ma non basta; bisogna offrire alternative al solito giro in piazza. Sarebbe bello sentire della musica o poter assistere a delle mostre». In generale giovani e meno giovani chiedono di mantenere il giovedì sera con i negozi aperti e di fare altre serate sullo stesso modello.

m.lualdi

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