Busto, crisi Pro Patria Il Consiglio va in gol

BUSTO ARSIZIO Dal consiglio comunale un ruggito a metà. «La Pro Patria è un simbolo da salvaguardare». Via libera bipartisan al mandato al sindaco a mobilitarsi per il club ma le astensioni trasversali impediscono un voto all’unanimità. E la mozione per la salvezza della Pro passa con appena 14 voti favorevoli su 24 presenti, dopo un dibattito con molti distinguo.Eppure lo spirito di Nicola Ruggiero (Pd), tra i più entusiasti sostenitori dell’iniziativa, aveva lasciato intravedere la speranza di una mobilitazione bipartisan: «La Pro Patria è un simbolo della città. Ed è troppo brutto vederla sempre in mano ad imprenditori venuti da fuori città». Tra le opposizioni però si levano voci critiche, sia sulla scelta di discutere prima di

Pro Patria che del bilancio («quando hanno chiuso grosse aziende lasciando a casa la gente non si è discusso d’urgenza in consiglio» l’ammonizione di Marta Tosi alla quale Enrico Salomi risponde che «se non si fosse discusso subito, il punto sarebbe finito nell’oblio». Alla fine l’emendamento della Lega Nord, che elimina i riferimenti a cordate e azionariato popolare, provoca l’astensione di mezzo Pdl, tra cui il primo firmatario Salomi (Pdl), non senza qualche recriminazione.Unico voto contrario quello del capogruppo del Pd Valerio Mariani: «Iniziativa inutile che non andava discussa prima del bilancio comunale – commenta a fine seduta – tanto più che, lo dico da dirigente sportivo a livello amatoriale, non è questo il calcio da sostenere».

f.artina

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