Busto, dai Chimici tessili il grido Il futuro può essere a colori

BUSTO ARSIZIO Dalla Chimica tessile un grido a colori. Formazione dei giovani e innovazione, fino ad arrivare ad una valutazione il più oggettiva e standardizzata possibile della “mano” dei tessuti, la sensazione che un tessuto dà al tatto.L’Aictc, l’Associazione Italiana di Chimica tessile e coloristica si è riunita ieri a Busto Arsizio per la sua tradizionale assemblea annuale e il presidente Alessandro Gigli ha tracciato le strade da seguire per ripartire più forti, seguendo anche l’esempio inglese. Accanto a lui anche il bustocco Piero Sandroni, presidente della sezione Lombardia Ovest. La crisi continua a mordere, le aziende provano a

indicare i settori su cui intervenire e l’associazione cerca nuove strategie. Importante anche il ruolo delle giovani leve: «Dalle scuole non escono più periti chimici tintori». Bisogna cercare nuovi modi per far capire quanto sia bello, oltre che faticoso, questo mestiere e abbia prospettive. Come ben ha descritto Giuseppe Casiraghi, premiato ieri dall’Aictc. «Quando ho iniziato lavoravamo dalle 7 del mattino alle 10 di sera – ha detto il premiato -. Busto è depositaria di molte delle qualità che qualificano il prodotto tessile nel mondo». Ieri erano presenti anche gli studenti dell’Isis di Busto.oggi una pagina sul giornale

m.lualdi

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