Busto, don Isidoro e le sue lezioni preziose

BUSTO ARSIZIO Don Isidoro Meschi continua a parlare. A chi l’ha conosciuto e a chi non ha avuto questa fortuna. Ospitiamo volentieri un intervento sulla serata di mercoledì a Palazzo Cicogna, alla presentazione del libro: “Don Isidoro Meschi. Lezioni biblico-teologiche”.

Sono presenti al tavolo: le curatrici dell’opera: Giuseppina Caccia, Anna Maria Coda, Pinuccia Fusari, Maria Teresa Liminta. E’ presente Mons. Claudio Livetti, autore della prefazione. Nella sala sono presenti il sindaco Gigi Farioli, il dottor Stefano Paoloantonio, coordinatore regionale dell’Uciim (Unione insegnanti Cattolici Italiani scuole Medie), l’editore della Nomos Emanuele Tosi.

Introduce la serata come moderatore l’assessore alla cultura Mario Crespi, dicendosi felice di ospitare un evento dedicato  a don Isidoro nella sala dell’Ottocento che sarà adibita a manifestazioni di carattere culturale.  Presenta poi i relatori, dopo aver brevemente ricordato la figura e l’opera del sacerdote.

Prende la parola Giuseppina Caccia, presidente della sezione di Busto dell’Uciim, parlando della lunga  (dall’anno 1982 fino al momento della scomparsa) collaborazione di Don Isidoro come Consulente Ecclesiatico dell’Associazione ed indicando i criteri e le modalità con cui il libro è stato composto: si tratta delle lezioni sul Vecchio e Nuovo Testamento che don Isidoro teneva nei mercoledì di Avvento e di Quaresima e di cui ha lasciato documentazione scritta. Le curatrici l’hanno riletta, riordinata ed integrata con i testi della Bibbia e con note che riportano passi della medesima. Nulla è stato toccato di quanto detto dal sacerdote.

Interviene Maria Teresa Liminta, affermando che questo libro dà il giusto rilevo ad un aspetto della personalità di don Isidoro Meschi, fino ad ora rimasto un po’ in ombra: quello di uomo di studio rigoroso ed appassionato. Riprende poi alcuni passaggi della Introduzione di monsignor Franco Giulio Brambilla, Vescovo di Novara che non ha potuto essere presente. Il suo scritto”Tra carità ed educazione” mette in evidenza la grande preparazione in campo teologico di don Isidoro e come egli avesse compreso che non può esserci carità vera senza formazione. Don Isidoro ha posseduto la passione del sacerdote e l’intelligenza della carità di cui tuta la sua vita è una testimonianza.

Anna Maria Coda rievoca brevemente la storia dell’Uciim  e l’importanza che essa ha avuto nell’evoluzione della scuola italiana, sapendone cogliere in anticipo le istanze di mutamento.

A questo punto viene invitata Valentina Torno a leggere il commento al Padre Nostro con cui si aprono le lezioni di don Isidoro. A questa lettura si aggancia monsignor Livetti per parlare della formazione che Don Lolo aveva ricevuto nel Seminario di Venegono da ottimi maestri e dell’impostazione non speculativa, ma storicistica data alla teologia. Don Isidoro aveva ottenuto la Licenza in Teologia e come teologo era stato inviato a Busto alla basilica di San Giovanni. Non deve perciò stupire che esistano tali scritti e che essi siano stati a distanza di anni portati alla luce e proposti al pubblico per il loro valore.

Seguono gli interventi dell’Editore della Nomos che ribadisce di aver inserito con molto piacere questo testo nella linea teologica della sua casa editrice che già comprende un testo di Pasini sui Padri della Chiesa, del dottor Paolantonio che esprime soddisfazione per l’opera prodotta dalle socie dell’Uciim ed insiste sulla dimensione spirituale dell’intervento educativo, di don Francesco Casati attuale Consulente dell’Associazione.

Monsignor Franco Agnesi compare per qualche minuto durante la serata, poiché impegnato altrove, ma ripropone la stima e l’ammirazione per Don Isidoro e ringrazia per la produzione di questo testo. Conclude il sindaco sottolineando la complessità e la ricchezza della personalità del sacerdote che con questa nuova opera conferma la serietà ed il rigore con cui agiva in ogni settore cui era chiamato. Tanti sono stati gli ambiti di operatività di don Lolo, ma in tutti si è espresso con tutto se stesso, lasciando una traccia.
La sala era piena, c’è stata viva partecipazione ed interesse, come ha sottolineato l’Assessore chiudendo la serata.

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m.lualdi

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