Italia fa rima con ombra. Una prima luce è attesa venerdì 28, data ultima per la presentazione delle domande d’ammissione alla 69ª corsa scudetto dell’A1.
Stavolta niente pasticci
Il torneo sarà a 12, con la preghiera che si finisca in 12. Finalmente, per iscriversi bisogna mostrare d’aver pagato il 100% degli importi dovuti nell’ultima stagione. La finestra in cui incastrare l’attività va dal 20 ottobre al 15 maggio 2014, calendario ai primi d’agosto. Le final four di Coppa Italia tornano nella logica collocazione di gennaio. Non si ripeterà l’ultimo scempio, con una sola settimana di distanza dalle finali di Champions femminile, e sovrapposizione con quella maschile.
Riguardo i playoff un’altra preghiera, che siano a 8 e non a 10: reiterare la follia degli ottavi andata-ritorno con 500 spettatori nei palazzetti, dieci righe sui giornali e zero dirette tv sarebbe troppo masochistico. Ancora di più se, per dare spazio al nulla, si uccidono le semifinali prevedendole al meglio delle 3 gare e non alle 5. Due le retrocessioni.
Aiuto, dobbiamo varcare la palude dell’indefinito. Sicuramente al via sono Piacenza, Conegliano, Busto e Bergamo dall’ultima A1, Novara e Ornavasso promosse dall’A2, Modena con i diritti di Villa.
Poi? Casino. Certo dovrebbe essere il nuovo Torino Volley, nato dalla fusione tra Chieri-Torino e Giaveno, due che hanno pagato uno stipendio no e l’altro forse. Pure a Pesaro e Urbino non se la passano bene, il tam tam della stampa locale dà comunque per buona la partecipazione d’entrambe. Teoria ne mancano due, forse, boh. Casalmaggiore, antica vox del presidente Fabris, viene considerata ripescata, ma aspettiamo. Bologna alias Forlì che fa? Resta con una squadra ancora inadeguata? Frosinone alias Roma la tirano dentro o no? E il titolo di Giaveno vacante?
Nella burrasca di tale mare, il discorso giocatrici passa in sesto piano, escluse le poche società con basi certe. Di Busto sappiamo, è una rifondazione e va scoperta passo dopo passo: se ingrana fa boom vero, perché il potenziale esiste, altrimenti servirà pazienza.
Vediamo Piacenza, tenutaria di scudetto e coccarda tricolori: cambi nel sei più uno Van Hecke per Turlea e De Kruijf per Guiggi (Cina). Restano coach Caprara, Bosetti, Ferretti, Leggeri, Meijners e Sansonna. In panca a Valeriano s’uniscono Caracuta, Manzano e Vindevoghel. Squadra che vince cambia poco: forte uguale e morta lì.
Conegliano: yes per coach Gaspari, Barazza, Calloni, Barcellini, Fiorin e Daminato. L’innesto di De Gennaro è ottimo, Kauffeldt è il cambio dei centri. Liberata Camera, scelta rischiosa, restano i punti di domanda per regia e un’altra schiacciatrice: la rincorsa a Lloyd e Klineman è partita da un pezzo, ma su Carli vive il grosso dubbio delle condizioni fisiche, la ragazza sta facendo solo terapia. Su entrambe pesa invece l’ipotetico embargo della federazione Usa verso l’Italia, cattiva pagatrice.
La nuova Liu-Jo s’è mossa presto e sulla carta bene: Chiappafreddo in panca, Rondon-Fabris prima diagonale, Crisanti-Ruseva in mezzo, Piccinini-Rousseaux laterali, Cardullo libero. Vale un posto tra le prime quattro.
Bergamo ha perso Di Iulio e Crimes (Azerbaijan entrambe), brutta la botta di Chiara; dentro Stam, Folie e una centrale che verrà. Il livello generale è sempre più basso, l’ossatura ultima scorsa (Weiss, Diouf, Merlo) può bastare a confermare la competitività. Novara: Lombardo, Paris e una marea di nomi da scoprire. Ornavasso è un foglio bianco, figuriamoci le altre.
Busto Arsizio
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