BUSTO ARSIZIO Una storia di Natale al contrario: la polizia ha arrestato G. I., 35enne, ora in carcere con l’accusa di estorsione. E che estorsione. Dallo scorso maggio, l’uomo avrebbe vessato il suo vicino di casa con continue richieste di soldi: venti, cento, trecento euro, anche tutti i giorni. Altrimenti – lo minacciava – ci sarebbero andati di mezzo o lui o la figlia, di cui sapeva tutto, indirizzo, luogo di lavoro e abitudini. La vittima, finora, aveva taciuto: era stata la figlia a sporgere denuncia, descrivendo un quadro a tinte fosche, poi confermato dalle indagini. Già, perché – a quanto
si apprende dal commissariato – la vittima era un bersaglio fragile: non aveva lavoro (e quindi non navigava nell’oro), ed era in condizioni fisiche e psichiche definite “precarie”. L’accaduto non può che far riflettere, viste le condizioni precarie della vittima: «Le categorie fragili sono da sempre quelle più esposte a ogni tipo di violenza – commenta l’assessore ai Servizi sociali Mario Crespi – per questo, stiamo cercando di creare una sorta di rete sociale tra tutti i soggetti in grado di intervenire in casi del genere: Comune, Procura, forze dell’ordine, ospedali e scuole, oltre a categorie professionali come psicologi e avvocati».
m.lualdi
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