Busto, gli alpini in festa pensando al museo

BUSTO ARSIZIO All’ottima riuscita della manifestazione ha contribuito il clima estivo che sta interessando il nostro territorio anche in questi primi giorni di ottobre: «Il bel tempo ha reso quest’edizione della festa probabilmente irripetibile – sottolinea Franco Montalto, capogruppo degli alpini di Busto – Non so quando ci ricapiterà, nei prossimi anni, di avere in questo periodo temperature così gradevoli. Ovviamente avevamo organizzato la festa in modo da non avere problemi anche in caso di maltempo. Ma per fortuna non c’è stato bisogno di ripararci all’interno, anzi».

Le temperature più che miti hanno anche consigliato di accompagnare la grande castagnata del pomeriggio con la sangria, sostituita al più autunnale vin brulè. «È la seconda edizione della festa, la gente comincia a conoscere quest’appuntamento – prosegue Montalto – Sono venuti a trovarci anche gruppi di alpini provenienti da altre città. Siamo molto contenti». L’organizzazione della festa di San Maurizio ha coinvolto una trentina di penne nere, oltre ai volontari dell’Aido e dello sci club Cime bianche.

Si è svolta nel giardino quadrato del museo la suggestiva messa da campo, celebrata da monsignor Franco Agnesi, con l’accompagnamento musicale del coro Ana. Monterosa e della fanfara La Baldoria. Dopo il succulento rancio alpino, il pomeriggio è trascorso in allegria con l’accompagnamento musicale e la tombolata organizzata dall’Auser per tutti i nonni, che ieri celebravano la loro festa in contemporanea con la sagra di san Maurizio. In concomitanza con la chiusura della festa, al Museo del tessile ha fatto tappa, proveniente dal Tempio civico, la fiaccolata dei parrocchiani di san Giuseppe, che hanno portato ai nonni e agli alpini la fiaccola partita dal santuario della Madonna del bosco di Imbersago.

In linea con lo spirito di solidarietà delle penne nere, il ricavato della festa è stato devoluto in beneficenza: la cifra raccolta servirà all’acquisto di una casa domotica per Luca Barisonzi, alpino rimasto ferito durante un attentato in Afghanistan.

«Il bilancio della festa è molto positivo – conclude Montalto – Anno dopo anno si cerca di fare sempre meglio. Nel frattempo continuiamo a coltivare il nostro sogno, che è quello di realizzare il Museo degli alpini». Il progetto servirebbe anche a riqualificare un’area del parco del Museo del tessile attualmente abbandonata a se stessa, quella della pista di pattinaggio. Un sogno che gli alpini vorrebbero realizzare prima del 2015.

Francesco Inguscio

e.marletta

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