BUSTO ARSIZIO Il consiglio comunale arriva tardi, per ultimo in provincia. Brutto segnale? Gli Indipendenti di centro – che faranno il loro ingresso martedì prossimo per la prima volta, ma con Gianpiero Rossi, sette volte sindaco – non le mandano a dire. “Sono anni che a Busto si fanno pochi consigli comunali, occorre farne di più – scrivono oggi in un comunicato – Ma se, come può sembrare dalla latitanza, il consiglio comunale non serve eliminiamolo e tagliamo i costi della politica. Bisogna cominciare subito con il piede giusto, questa lenta ripartenza sta cercando ancora una volta di addormentare la città: non è possibile che un consiglio comunale resti inoperativo”. E ancora si sottolinea con Linuccia Blanco: “Sono molte le questioni che dovrebbero essere messe subito all’ordine del giorno per non replicare lo scenario
del consiglio comunale uscente. Il regolamento del consiglio comunale è osceno: è stato scritto con l’unico intento di diminuire la partecipazione, 3 minuti a testa sono pochi per affrontare un argomento seriamente; per non parlare delle commissioni, nelle quali possono esser presenti solo consiglieri comunali, ciò significa costringere la minoranza, che ha meno consiglieri, ad abbandonare alcune commissioni”. Infine la presidenza: “Non può essere affidata a chi, per impegni concomitanti e cumuli di cariche, non può assolvere, in tempo reale, tale incombenza facendo slittare e diluendo nel tempo le sedute. Inoltre sarebbe fortemente democratico avere un presidente del consiglio comunale eletto tra le fila della minoranza in quanto il presidente del consiglio comunale dovrebbe svolgere una funzione di garanzia. La minoranza, dunque, dovrebbe compiere un forte atto politico indicando il proprio candidato alla presidenza.
Indipendenti di centro
m.lualdi
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