Busto ha l’antidoto allo stress Raccogliere frutti in zona industriale

Busto ha l’antidoto allo stress Raccogliere frutti in zona industriale

BUSTO ARSIZIO L’ultimo antidoto allo stress lavorativo? L’auto-raccolta di fragole, more e lamponi. Succede a Busto Arsizio, dove Barbara Anzini è riuscita a dare vita a una vera e propria oasi agricola tra i capannoni della zona industriale di Sacconago. Da 5 anni coltiva frutta in via Baden Powell, la rivende o la trasforma in marmellate. Da qualche tempo ha introdotto una curiosa novità: l’auto-raccolta. Il cliente si munisce di guanti e cestino e raccoglie da sé i frutti che vuole.Il costo della materia prima diminuisce, ma non è solo di natura economica il motivo che spinge i cittadini ad improvvisarsi coltivatori. C’è chi lo fa, più semplicemente, per rilassarsi e stare a contatto con la terra e la natura. Un modo come un altro per staccare la spina dal ritmo frenetico imposto dalla società moderna. «La nostra clientela è molto eterogenea – spiega Barbara Anzini – arrivano mamme con bambini, pensionati, ma anche impiegati e commercialisti che la sera dopo una stressante giornata di lavoro si concedono il “lusso” di voltare pagina per immergersi nella calma che solo la campagna sa offrire».Raccogliere frutta rilassa, insomma, un po’ come lo yoga. «Qui si possono raccogliere more, lamponi e fragole – spiega la donna – crescono velocemente

anche se richiedono molta cura e attenzione». Anche Barbara ha staccato la spina: «Prima lavoravo in ufficio, ero addetta alle paghe e ai contributi – racconta – poi ho deciso di cambiare completamente vita. Ho tre figli e questo lavoro mi permette di vivere con loro. Mio marito fa un altro mestiere, anche se poi tutta la famiglia è coinvolta in questa attività che ho chiamato “Piccoli frutti Magir” unendo proprio le iniziali dei mie tre bimbi». Quasi 8 mila metri quadri di terreno e lunghi filari di piante dove crescono rigogliosi i frutti rossi con cui Barbara confeziona ottime confetture: «Adesso abbiamo anche un laboratorio – ci mostra la donna  – dove lavoro la frutta per poi metterla nei barattoli». La marmellata firmata «Piccoli frutti Magir» si può trovare anche nel negozio «Bontà e Qualità» della cooperativa Mirsada, a Madonna Regina, che promuove la vendita di prodotti a km 0. Poi ci sono alcune pasticcerie e fruttivendoli della città che acquistano la frutta fresca in via Baden Powell per accontentare clienti sempre più esigenti, in fatto di qualità. «I piccoli frutti di Magir» erano anche sulla torta servita nel pranzo bustocco del Festival delle Proposte Culturali che si è svolto domenica alla Colonia Elioterapica.Valeria Arini

f.artina

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