Busto, i contadini del Tessile raccolgono i frutti a Roma

ROMA La difesa del made in Italy mette d’accordo quasi tutta la Camera e i contadini del tessile.A Montecitorio è passato con 543 voti favorevoli, uno solo contrario e appena due astensioni, il progetto di legge sull’etichettatura obbligatoria nel tessile, nella pelletteria e nel calzaturiero, a tutela del Made in Italy. Era firmato da Reguzzoni e da Versace, sono seguiti poi centinaia di parlamentari. «Grazie ai Contadini del tessile – il riconoscimento del deputato bustocco dopo l’approvazione del suo testo praticamente all’unanimità – per aver posto il problema e per averci fatto riscoprire l’orgoglio di sentirci “produttori”. Se siamo qui lo dobbiamo a loro». Loro, i rappresentanti del movimento spontaneo nato per imitare il

successo del ministro dell’agricoltura Luca Zaia sulla tracciabilità dell’olio di oliva in sede europea, a Roma ieri c’erano e sono tornati a Busto Arsizio soddisfatti. Senza fare troppe piazzate, si sono seduti tra il pubblico di Montecitorio e hanno incassato la loro vittoria. «Ci è piaciuta l’unanimità – commenta l’imprenditore tessile Roberto Belloli, presente insieme a Massimo De Bernardi e Silvio Zeccher – la classe politica ha capito che è ora di operare affinché l’economia reale debba essere mossa da chi è in grado di poterla muovere, cioè le industrie manifatturiere, che sono la spina dorsale del Paese». E ora il segnale viene mandato in Europa.i servizi e i commenti sull’edizione di oggi

m.lualdi

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