Busto, il centro storico e la battaglia ai rifiuti

BUSTO ARSIZIO Cestini portarifiuti, una vera giungla. In giro per la città ce ne sono di diverse tipologie ed epoche, spesso ridotti in pessime condizioni. Alla vigilia dell’attuazione del piano di sostituzione e potenziamento da parte di Agesp Servizi, operazione da 70 mila euro, la mappa dell’esistente è sconfortante. A Busto i cestini sono pochi e malridotti, e in gran parte preda dei vandalismi. Percorrendo diverse vie si noterà una varietà di dotazione di cestini sorprendente (due esempi su tutti, via Dante e corso Europa, con tre tipologie ciascuna nel giro di 200 metri), in altre il deserto assoluto, come in via Deledda, viale Sicilia (dell’unico cestino rimasto è avanzato solo il coperchio), via Lonate. Scarsissima la dotazione anche nelle vie Magenta, Sella, Mameli, Lombardia, Venezia,

e in generale nelle periferie, ad esempio Sacconago e Madonna Regina. Spesso sono i bar a supplire alle carenze con il “fai-da-te”.In comune le varie tipologie di cestini hanno solo due cose. Una, positiva, è rappresentata dal fatto che, ancorché pochi, sono praticamente tutti ben svuotati (a parte qualcuno in piazza mercato) e dotati di regolare sacco nero. L’altra, negativa, dovuta al fatto che attirano i vandali in modo sorprendente. Ben vengano dunque quelli nuovi (200 messi in campo da Agesp Servizi), sperando che resistano.Intanto da lunedì sera è entrato in vigore il nuovo regolamento per la raccolta dei rifiuti nel centro storico: il giro sarà effettuato di notte, in modo che di giorno non facciano “bella” mostra di sè i sacchetti fuori da portoni e negozi.

f.artina

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