Busto, il grido del Cortiletto “Abbandonati dal Comune”

Busto, il grido del Cortiletto “Abbandonati dal Comune”

BUSTO ARSIZIO «Sono venuta ad abitare con la mia famiglia in questo cortile 27 anni fa: era uno dei posti più belli di Busto. Oggi qui l’incuria regna incontrastata». La segnalazione giunge da una residente in uno degli appartamenti situati nel cortiletto di via Cavour, nel pieno centro della città.Le abitazioni, così come l’intero complesso, sono di proprietà comunale. «Quando c’è da riscuotere, il Comune è esigente e puntuale – continua la donna – Lo è molto meno quando si tratta di intervenire a risolvere i problemi». In effetti, dopo aver varcato il portone ci si imbatte in un colpo d’occhio non proprio gradevole: «Il portico è scrostato, le piante sono poco curate, spesso l’odore che sale dalle pattumiere è insopportabile – elenca la residente – E ogni volta che sorge un problema, siamo noi residenti che dobbiamo pensare a risolverlo. Da soli». La donna lamenta un disinteresse pressoché totale da parte dell’amministrazione: «Abbiamo provato a mandare delle lettere per far presenti i problemi, ma ci hanno risposto che mancavano i soldi per intervenire». Lo scorso inverno i problemi in via Cavour hanno raggiunto livelli difficilmente sopportabili: «Da metà novembre fino ai primi di gennaio la mia famiglia è

rimasta senza acqua calda – racconta la donna – Dopo un’interminabile serie di controlli nei vari appartamenti, si è scoperto che tutto dipendeva da una perdita da’acqua nel bar-tabaccheria qua vicino. Ma io e le mie figlie siamo state costrette a lavarci da mia madre per un paio di mesi».Né contribuisce alla tranquillità delle sette famiglie residenti la presenza di un frequentato cocktail-bar: «Quando c’era la gelateria, i problemi erano limitati – continua la donna – Chiudevano alle 22. La situazione è ovviamente cambiata da quando è stato aperto il pub: non è colpa del gestore (lui fa il possibile, anche tenendo basso il volume della musica), ma è ovvio che il via vai dei clienti dà fastidio». Per la donna lo sbaglio probabilmente è stato commesso all’inizio: «Quei locali andavano assegnati ai negozi». Ciò che chiedono i residenti è semplicemente un po’ più di attenzione da parte del Comune: «Se solo fosse curato e non abbandonato a se stesso, questo cortile potrebbe tornare a essere il bellissimo posto che era in passato». Uno spiraglio lo apre Paola Reguzzoni, ad di Agesp Servizi: «Siamo pronti ad interessarci ai problemi del Cortiletto, invito i residenti a parlarne con noi».Francesco Inguscio

f.artina

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