BUSTO ARSIZIO «Adesso basta»: il giorno dopo la maxirissa che ha ridotto in fin di vita un tunisino di 36 anni, Sacconago si risveglia piena di rabbia. Domenica mattina: il sagrato della chiesa è pieno di gente per la celebrazione degli anniversari di matrimonio di tutti i sinaghini. Nessuno sa con certezza quanto è accaduto la sera precedente in via San Carlo: «Abbiamo sentito le sirene della polizia e delle ambulanze – dicono i residenti in zona – Parlano di una maxi rissa con almeno 50 persone coinvolte. Stranieri, dicono. Non se ne può più: Sacconago è divisa in due. C’è la parte “nuova” del rione,
quella da via Magenta in giù, con le palazzine nuove e i negozi carini, e c’è la parte vecchia. Quella di piazza Noè, della chiesa vecchia e di via San Carlo che è ormai diventata un ghetto. Una volta quello era il cuore di Sacconago con tutti i cortili ben tenuti. Adesso le case sono ridotte alla fatiscenza, abitate soprattutto da stranieri. Lì di notte si spaccia droga e una volta a settimana scoppia una rissa; un mese fa delle persone sono state aggredite da due nordafricani ubriachi all’uscita da una pizzeria. Uno dei clienti del locale è stato colpito al braccio con una bottiglia rotta».
Quella di sabato, che pare aver preso il via intorno alle 21.30, ha in effetti coinvolto una cinquantina di persone. Ma non tutti stranieri: a picchiarsi e insultarsi pare ci fosse una fazione di cittadini nordafricani, tra tunisini e marocchini residenti in un cortile diroccato, e un gruppo di italiani, residenti nella stessa via. Stando a quanto accertato sinora, un acceso diverbio sarebbe scoppiato tra i cittadini nordafricani quasi tutti ubriachi. La lite si sarebbe accesa nell’abitazione di uno dei magrebini e sarebbe poi continuata nel cortile e sulla strada.
Un baccano d’inferno avrebbe spinto il gruppo degli italiani a intervenire chiedendo di piantarla e di fare silenzio. Di lì il parapiglia: tra insulti e poi botte. Botte davvero: il tunisino ridotto in fin di vita sarebbe stato colpito alla testa con una sprangata. Il tunisino, regolare in Italia ma noto alle forze dell’ordine
per diversi precedenti, è intanto ricoverato in rianimazione a Legnano: la prognosi è riservata. Con lui è stato ferito anche un cittadino italiano di 48 anni colpito al volto pare da un pugno: trasportato in ospedale a Busto, se la sarebbe cavata con la frattura del setto nasale. Le sue condizioni non sono gravi.
«Ma – aggiunge Giuseppina F – Non si può andare avanti così. Qui una volta ci conoscevamo tutti. Guardi ora», dice indicando il cortile senza civico dove è esplosa la rissa all’esterno del quale ieri mattina sostava a braccia incrociate un nordafricano con l’aria di fare da vedetta all’ingresso. «C’è da aver paura – dice la donna – E non è giusto. Questa era una bella zona, tranquilla. Poi i cortile si sono svuotati, le case sono andate in malora e in tanti hanno venduto o affittano a persone che poi cambiano. Ne arriva uno, poi dopo qualche settimana questo sparisce e ne arrivano altri. L’anno scorso vivevano in 8 in un bilocale».
e.marletta
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