Busto, la sfida del carcere è un poco più dolce

BUSTO ARSIZIO La strada è lunga, ma si stanno compiendo passi importanti. E “Dolci libertà” – il laboratorio di pasticceria nato in queste settimane – ne è un esempio nella casa circondariale. Ieri si è svolta la visita di un gruppo di amministratori comunali in via Cassano. E’ il direttore Salvatore Nastasia a dare il benvenuto al drappello di amministratori che hanno voluto compiere in quest’ultimo scorcio di dicembre. Accanto a lui Rita Gaeta, responsabile dell’area trattamentale.  Poi gli agenti della polizia penitenziaria dall’ispettore Nicola Enea – che sostituisce il comandante – all’ispettore Giuseppe Falcone, e a Dino Lo Presti (quest’ultimo dell’area trattamentale). Inizia il viaggio in un mondo che non è diventato dorato, non può esserlo, e i problemi non li nasconde nessuno. Ma si respira un’aria diversa, complici le attività nuove e un clima di collaborazione che si è instaurato in questi anni. Un’aria che aiuta, se non ad abbattere, a erodere le barriere troppe volte ancora innalzate da Busto nei confronti del carcere.La visita è stata organizzata dall’assessore ai Servizi sociali Mario Crespi. Accanto, l’assessore Alberto Armiraglio, l’europarlamentare Francesco Speroni, i consiglieri Mario Cislaghi e Antonello Corrado.Una prima conversazione ha luogo in una sala: si raccontano le soddisfazioni di questo anno,

a partire da Dolci libertà che ha conquistato il premio a Perugia Eurochocolate come migliori prodotti artigianali. Un incentivo per questa strada, che dà lavoro a una quarantina di detenuti.Una bella dose di zucchero, anche metaforico, in una quotidianità che ha le sue amarezze. Il sovraffollamento (ieri risultavano 414 detenuti, per oltre il 70 per cento stranieri), le carenze d’organico della polizia penitenziaria, gli altri problemi che si incontrano. Malpensa fa sentire tutto il suo peso, difatti il primo tipo di reato è legato alla droga. E a proposito, il direttore Nastasia cita la novità dello spazio per gli ovulatori in aeroporto, una di quelle conquiste che nasce da un affiatamento tra forze diverse. Da una squadra.Come quella che ha fatto il dolce miracolo nel laboratorio, che si apre ai golosi visitatori. C’è solo un ragazzo, perché si sta eseguendo l’inventario. Ma si pensa già alla ripresa, alle nuove sfide. La musica, il teatro (i detenuti hanno messo in scena “Pinocchio” e il filmato verrà diffuso nelle scuole), la formazione, le iniziative si rincorrono mentre gli amministratori assaggiano i dolci.Intanto i dolci dei detenuti si possono comprare anche via Internet (www.dolciliberta.com) e nel Varesotto da Brunazzo, a Lonate.Marilena Lualdiil servizio completo sull’edizione di oggi

m.lualdi

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