Busto, le letterine dei bimbi Giochi, cellulari e un lavoro per papà

BUSTO ARSIZIO Mille palloncini e un desiderio: non solo dei soliti giocattoli, ma di tempi migliori. Perché anche i bambini sentono la crisi.

A Madonna in Prato si rinnova il lancio dei palloncini con annessa lettera a Gesù Bambino da parte dei piccoli degli asili e delle scuole elementari di tutta la città. Piazza Manzoni era una grande ressa di grandi e piccini, in tanti in fila per assaggiare i cupeti (le coppette) tradizionale dolce bustocco delle festività, altri impegnati a farsi largo tra la folla per raggiungere il museo del Tessile dove Agesp ha inaugurato il villaggio di Natale.

L’aria è di festa nonostante la crisi. «Ma Babbo Natale i regali non li porta gratis?». Mattia di anni ne ha 13: anche lui non crede più a Babbo Natale. Il padre lavorava alla Mizar, azienda che ha chiuso definitivamente cinque  anni fa. Da allora è stato un lungo pellegrinaggio tra lavori interinali: «Sì vorrei che mio padre

trovasse un lavoro fisso, senza dover cambiare un mese da una parte e un mese dall’altra – spiega – Vorrei che tornasse come prima, quando i miei stavano attenti ma non c’era quell’aria di ansia in casa. Cosa ho chiesto per Natale? Vestiti: un giubbotto e un paio di jeans. E poi una ricarica per il cellulare».

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m.lualdi

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