BUSTO ARSIZIO Ha lottato in cella per difendere la fede nuziale. Comportamento ammirevole, e – diciamolo – controtendenza.
Certo è insolito il processo che è iniziato ieri a Busto Arsizio. Tutto ha inizio il 5 giugno 2008: la vittima viene arrestata e sistemata in via per Cassano. In cella con lui stanno due ragazzi – curiosità nella curiosità, hanno stesso nome e cognome, Giuseppe Sorentino – che sono gentili con l’uomo, anzi gli prestano dei soldi. Lui chiede a casa 200 euro con un vaglia.
Ma un giorno – secondo il suo racconto – i due entrano in cella ubriachi e dopo averlo picchiato gli rubano la fede.
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m.lualdi
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