Busto, Madonna Regina fa il tifo per il bimbo caduto in piscina

di Valeria Arini e Simona Carnaghi

BUSTO ARSIZIO Sono stazionarie le condizioni del bimbo di tre anni che ha rischiato l’annegamento dopo essere caduto nella piscina di casa mercoledì pomeriggio. Il piccolo è ancora ricoverato nel reparto di rianimazione pediatrica della clinica De Marchi di Milano: i medici non hanno ancora sciolto la prognosi. Il bambino è sedato, ma risponderebbe alle terapie. Da valutare nei giorni a venire, invece, la possibilità che l’essere rimasto senza respirare per alcuni minuti, con conseguente mancanza di ossigenazione al cervello, possa aver causato danni cerebrali.

I familiari sono tutti riuniti al capezzale del bimbo: la villa di via per Samarate dove l’altro ieri si è consumato il drammatico incidente è deserta. Tantissimi gli amici di famiglia che hanno raggiunto l’abitazione per portare conforto. Nessuno ha voglia di parlare dell’accaduto: «L’importante adesso – spiegano alcuni amici in visita che hanno trovato il cancello chiuso – è che il bambino stia bene. Noi siamo passati soltanto per avere notizie e, naturalmente, metterci a disposizione dei genitori per qualunque cosa abbiano bisogno».

l fatto, accertato come da prassi dagli uomini del commissariato di polizia di Busto Arsizio (i rilievi sono d’obbligo con un minore coinvolto), rientra nella casistica degli incidenti: al momento nemmeno l’autorità giudiziaria ha aperto un fascicolo sull’episodio.

Il quartiere di Madonna Regina, intanto, prega per il piccolo. «Un bambino bellissimo – spiegano alcuni residenti di via Samarate – tutto ciò che possiamo fare è pregare perché guarisca e torni a giocare, vispo e allegro come prima. Noi lo aspettiamo e siamo certi di rivederlo presto a casa».
Nel bar di via Lonate, invece, il pensiero corre immediatamente ai genitori: «Possiamo soltanto immaginare – spiegano gli avventori – cosa stanno provando in questo momento: la paura, l’ansia. La verità è che una cosa così non la puoi immaginare. I bambini li perdi di vista per dieci secondi e riescono a fare cose impensabili».

Lo sconcerto è unanime: «Siamo davanti a un destino non cattivo – concordano i residenti del rione – addirittura spietato. Un bambino che gioca in giardino, magari inciampa o scivola, e cade in acqua. Se fosse caduto un metro prima si sarebbe al massimo sbucciato un ginocchio, come capita praticamente ogni giorno. È una tragica fatalità: non si può non essere vicini a questi due genitori in un momento tanto drammatico». La speranza di tutti è che il piccolo «si rimetta al più presto e con lui possano tornare a vivere sereni anche mamma e papà».

s.affolti

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