BUSTO ARSIZIO Curare le relazioni con le persone che ci stanno accanto, senza dimenticarsi di chi è più fragile. Sono queste le due attenzioni a cui monsignor Franco Agnesi richiama i bustesi per vivere al meglio questo Natale, il terzo che il prevosto trascorre a Busto.Qual è l’augurio che vuole rivolgere alla città?L’augurio che posso fare, tenendo conto dei rischi di vivere in modo indifferente queste feste, è quello di realizzare e mantenere buone relazioni per ricercare la felicità e affrontare insieme le difficoltà. Questo significa anche saper “perdere” tempo con le persone e accompagnare le persone più fragili. Anche alla luce dei recenti fatti di cronaca, sui quali non bisogna mai speculare, se riuscissimo ad accompagnare anche nei momenti di crisi il più possibile i drammi potrebbero essere evitati e si potrebbero trovare vie di uscita più umane e giuste per la società stessa. Penso che l’esperimento che speriamo di avviare tra comunità cristiana, volontariato e amministrazione comunale per rispondere al problema della casa e che prevede prima che luoghi abitativi l’accompagnamento educativo delle persone possa rappresentare un modo per affrontare oggi qualunque rapporto sociale.Con il freddo si è anche acutizzato il problema dei senza fissa dimora, cosa pensa a riguardo?Anche la nostra città vive le contraddizioni di ogni grande città nelle quali accanto al benessere e alle luci convivono alla stazione ma anche nelle case situazioni di povertà e disumanità. A questo si risponde non dimenticando le persone o facendo i proclami durante le feste natalizie ma avviando iniziative il più possibile coordinate, incoraggiando il volontariato e ricercando soluzioni di medio-lungo
periodo come già viene fatto ma che deve essere ancora più promosso. Si parte da una generosità immediata come l’elemosina ma occorre essere sempre attenti a scoprire le nuove povertà. Busto è una grande città e per questo diventa anche per molti un rifugio, proprio per questo dobbiamo rispondere alla Parola di Dio che ci chiede di non escludere nessuno.Qual è il suo consiglio per vivere le festività?Il modo più vero di vivere il momento di festa e il tempo libero, oltre al giusto riposo anche del sonno e di qualche svago, credo esiga soprattutto la cura delle relazioni. Cercare qualche momento in famiglia e con gli amici ma anche, ed è il segreto perché la festa riesca, non dimenticarsi di tanti che non possono fare festa e di chi non ha tempo libero perché svolge un servizio pubblico essenziale per la città.Qual è il messaggio che vuole lanciare ai politici e a chi ha il compito di amministrare la città?Siccome si sta preparando la campagna elettorale l’augurio è che molti sentano di impegnarsi per il bene comune e per la dignità di tutte le persone. Ringrazio già tutti coloro che lo faranno. Mi permetto di consigliare di non ascoltare troppe promesse, di non cercare solo una visibilità esteriore ma di indicare ai cittadini il cammino che ci porta al futuro della città e non allo sguardo rivolto soltanto alle glorie del passato. Se le forze buone e gli uomini onesti non si mettono a progettare la città del futuro, temo che lo facciano altri che hanno interessi ben più pericolosi e ingiusti.Brigida Rangone
f.artina
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