Busto, neanche il super perito risolve il delitto Castiglioni

BUSTO ARSIZIO La superperizia non chiarisce le circostanze della morte di Paolo Castiglioni, bustese di 74 anni, rinvenuto cadavere nella sua abitazione di via Montegrappa il 17 maggio 2009. Per quel decesso il figlio dell’uomo, Stefano Castiglioni, risponde ora dell’accusa di omicidio volontario: per il pubblico ministero Sabrina Ditaranto (oggi trasferita a Varese ma rimasta applicata al procedimento) furono le botte del figlio ad uccidere il padre. I periti medico legale di parte hanno invece fornito due analisi discordanti dell’accaduto. Per questo ieri in aula, davanti alla Corte d’Assise presieduta da Toni Novik, è comparso il perito nominato dal tribunale che

ha determinato «nell’emorragia suttodurale la causa del decesso», non stabilendo però con certezza né il quando, né il come il settantaquattrenne sia deceduto. «Mancato dati fondamentali per stabilire l’ora del decesso – ha spiegato il perito – Non vi fu misurazione della temperatura del corpo né dell’ambiente circostante. Un’informazione vitale per un’analisi precisa». Il pm ha infine chiesto se «il trauma cranico possa essere compatibile con due violente sberle, sberle che l’imputato ha ammesso di aver inferto al padre», ma anche qui il perito non ha potuto dare certezze. A questo punto l’accusa potrebbe trasformarsi da omicidio volontario in omicidio preterintenzionale.

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f.artina

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