BUSTO ARSIZIO Molti giovani, anche mamme con figli. Tanti non vogliono mangiare niente di origine animale e lo fanno da tempo, atri intendono scoprire nuovi (o antichi) sapori. «Abbiamo intercettato un’esigenza dei cittadini». Non senza orgoglio Andrea Bolzoni, classe ’77, racconta il successo dell’apertura di “Gusto Arsizio”, prima gastronomia vegana del varesotto, che già nel nome ricorda l’attaccamento ai luoghi dei suoi titolari. Andrea spiega infatti a “La Provincia di Varese” come dalla mattina di venerdì1 luglio, abbiano varcato la soglia del negozio in via Palestro 1 «moltissime persone vegan, o interessate a diventarlo, per lo più giovani ma anche madri con figli». Come Silvia Lepori, che ha progressivamente, negli anni, «eliminato carne,
pesce e derivati animali dalla dieta». Ma anche semplici appassionati di sapori inconsueti; per la sorpresa degli esercenti: «i primi clienti in assoluto sono stati due operai edili di un cantiere qui vicino». Dice Cristina Puricell: «Il cibo, nella mia vita e qui, diventa un momento di consapevole attenzione a noi stessi e alla nostra salute». E Mauro Carugati, titolare di un laboratorio artigianale di pasta fresca in via Cardinal Tosi, che propone un’insolita collaborazione, per fare fronte ad una nicchia di clientela «vegetariani, vegani, intolleranti ai latticini» difficile da soddisfare: «Molti clienti vengono da me chiedendo paste senza uova e ripieni senza carne; li inviterò a venire qui, perché la qualità mi sembra alta».Emanuela Boem
m.lualdi
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