«Busto, se ami la Pro ora devi starle vicina»

BUSTO ARSIZIO Tra i prodotti tipici ieri in via Milano ce n’era uno che teneva banco. La Pro Patria. Lo si poteva capire fermandosi alla bancarella del macellaio Gianfranco Piran, che non era una calamita solo per chi va ghiotto di salumi e affini. Scorgendo il fiduciario dei macellai varesini – noto per la sua passione biancoblù – molti facevano una tappa e affiorava una domanda sulle labbra: «E la Pro?».La nostra Pro, corregge Piran, che a 13 anni si è aggrappato per la prima volta alla rete dello Speroni e non lo scorderà mai più. Cordata, trattative e via dicendo, sono ovviamente al centro delle conversazioni, in queste ore di attesa tra tempeste e rassicurazioni sull’evoluzione della vicenda societaria. Ma accade anche qualcos’altro. Accade che

si diffonde – più potente del freddo umido di questo inverno precoce – un ruggito, una consapevolezza che non si possa limitarsi ad aspettare. Un grido che viene da Piran, e ben presto da chi vicino a lui sente che Busto deve fare qualcosa.«Chi ama la città, ama la Pro Patria e lo deve dimostrare standole accanto in questo mondo – esclama il tifosissimo Gianfranco – La Pro è un nostro prodotto tipico, la nostra storia, dobbiamo tirare fuori l’orgoglio, Eravamo 4 mila allo stadio quando si poteva andare in serie B – continua Piran – e adesso dovremmo essere di più, 6 mila. Dobbiamo dimostrarlo». Un ruggito che corre tra i tifosi di tutti i club, che vibra in rete col Bustocco.l’articolo completo sull’edizione di oggi

m.lualdi

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