BUSTO ARSIZIO Sono ore difficilissime per la Pro Patria e i suoi tifosi. Le speranze di un salvataggio in extremis si affievoliscono sempre più e, come ha evidenziato mister Novelli, quella di oggi con il Casale potrebbe essere l’ultima partita della squadra biancoblù. Ma come stanno reagendo i bustesi di fronte a un’ipotesi così estrema? Se i tifosi più affezionati continuano a non far mancare il loro sostegno, il resto della città non sembra vivere questo momento drammatico per lo sport bustocco con altrettanta partecipazione. Almeno stando a un giro di pareri effettuato tra il centro e il mercato: «Certo, dispiace, perché la Pro Patria fa pur sempre parte della storia di Busto – è la constatazione di Luigi Maino, 50enne – Ma piuttosto che andare
avanti in queste condizioni è meglio chiudere e ripartire da zero. Da troppo tempo sento parlare di problemi societari, di fallimenti…». «Probabilmente si poteva fare di più per salvare la Pro Patria, a tutti i livelli – è la convinzione di Mauro Saini, 39 anni – Ma è anche vero che oggi è molto difficile riuscire a trovare degli imprenditori disposti a investire molto denaro in una società di calcio, specie nelle categorie inferiori. Speriamo che si riesca ancora a trovare una soluzione, anche se il tempo ormai stringe».Ieri molta amarezza tra i tifosi di Busto e della Valle che hanno voluto essere presenti all’allenamento. E intanto i club hanno deciso gli striscioni insieme, inoltre raccoglieranno fondi per i giocatori in difficoltà.oggi due pagine speciali sul giornale
m.lualdi
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