BUSTO ARSIZIO Nel giorno della Vittoria è… vittoria anche per i Cinque Ponti, che dopo quattro anni potranno finalmente contare sulle passerelle. Oggi le strutture dedicate a pedoni e ciclisti apriranno ufficialmente i battenti, eppure non è tutto oro quel che luccica. Anzi. Tra stranezze architettoniche e degrado di ogni genere, lo spettacolo è tutt’altro che edificante. E forse i riflettori sarebbe meglio spegnerli piuttosto che accenderli sulla grande opera dai grandi problemi, burocratici e non. Nell’ultimo mese, dopo la consegna definitiva delle passerelle da parte di Anas che le ha realizzate,
il Comune e Agesp Servizi sono intervenuti per le rifiniture, dal completamento dei marciapiedi di collegamento tra le piste ciclopedonali sopraelevate e le zone esterne alla posa della segnaletica per indicare i percorsi per chi va a piedi o in bicicletta. Ma c’è ancora qualcosa che non torna. Per esempio: perché ai piedi della passerella verde il posteggio ad ogni pioggia si trasforma in una piscina? E perché alla fine della passerella rossa non c’è nè un marciapiede nè un attraversamento pedonale? O ancora: perché la passerella gialla attraversa il cortile di un caseggiato?
Il nostro reportage sul giornale in edicola giovedì 4 novembre
f.artina
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