Campi rom/ Comune Ciampino ad Alemanno: suo piano nomadi fallito

Campi rom/ Comune Ciampino ad Alemanno: suo piano nomadi fallito

Roma, 7 feb. (TMNews) – Sulla attuazione del piano nomadi è botta e risposta tra il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, e il sindaco di Ciampino Walter Enrico Perandini. Al duro j’accuse di Alemanno (“Non se ne può più di chi, come il Comune di Ciampino ha presentato quattro ricorsi al Tar contro la costruzione di un
campo: questo è il senso di responsabilità che dimostrano. Se
quel campo ci fosse già stato non si sarebbe giunti a ciò che è
accaduto”) replica con altrettanta durezza il Comune di Ciampino.

“E’ incredibile come, ad un anno e mezzo dall’annuncio dell’avvio del piano nomadi, che avrebbe dovuto chiudere 100 campi abusivi e creare 13 villaggi di solidarietà entro pochi mesi, il sindaco di Roma – si legge in una nota – neghi il fallimento del piano stesso dando colpa di ciò alla burocrazia. Evidentemente Alemanno ha uno strano concetto delle istituzioni, visto che il Comune di Ciampino ha l’unica colpa di aver chiesto l’accesso agli atti amministrativi, sia del piano sia degli interventi annunciati per il raddoppio del più abusivo di tutti i campi rom, ovvero quello de La Barbuta posto all’ingresso della nostra città”.

“Non accettiamo – prosegue il Comune di Ciampino – che la morte di 4 bimbi possa essere strumentalizzata per giustificare i ritardi e gli errori del Piano Nomadi che, anziché cercare l’integrazione delle popolazioni rom, mette in piedi un’idea di sicurezza che si è dimostrata finora solo quella di chiuderli in dei lager ai margini della città”. Il Comune di Ciampino precisa di

“aver soltanto formulato una richiesta di accesso agli atti amministrativi e, di fronte ai dinieghi del Comune di Roma, del Prefetto e del ministro degli Interni, di essere stato costretto ad avanzare dei ricorsi al Tar. Il campo abusivo La Barbuta va “chiuso immediatamente per trasferire i 350 rom in un’area in cui sia veramente possibile l’integrazione, prima che si verifichino altre tragedie”.

Nes

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