Candiani “paparazzo” smaschera Bondi. «Ecco come il governo raccatta i suoi voti»

Su “Il Giornale” lo scoop del senatore tradatese: uno scatto col cellulare al foglietto dell’ex ministro. «Tra lui e il premier un matrimonio di fatto». E nei conti scarabocchiati risultano decisivi i verdiniani

Lo “scoop” del senatore leghista : «Così ho smascherato la “coppia di fatto” Renzi-Verdini». Su “Il Giornale” di ieri il nostro senatore era la notizia del giorno. Soprattutto lo era quello scatto fotografico “rubato” dal banco dell’ex ministro , oggi senatore nelle truppe verdiniane di Ala, che Candiani ha pubblicato su Facebook («ovviamente non l’ho fatto io perché è vietato») per dimostrare che «Renzi, senza Verdini, non avrebbe avuto la maggioranza per far passare la riforma della Costituzione». In quella

fotografia si vedono una busta e un foglio bianco, su cui sono stati fatti dei calcoli: è evidente che si tratta della conta dei voti per la riforma costituzionale. «La maggioranza con Verdini l’hanno costruita bene a tavolino – “legge” così quell’immagine Stefano Candiani – alle sei e mezza di sera la maggioranza non c’era, poi magicamente al voto sulla riforma della Costituzione arrivano a 180-181 con i voti dei verdiniani e di tutte le “frattaglie” raccattate qua e là».

Perché i numeri riportati su quella busta, secondo il senatore leghista, parlano da soli. C’è un 157, «che sono i voti della maggioranza di governo semplice e che vuol dire che la riforma Costituzionale non passa». C’è un 168, che rappresenta il 50% più uno dei senatori: la maggioranza necessaria per approvare la riforma. E ci sono tutti i “più” dei gruppetti e gruppuscoli (verdinani, ex tosiani ed ex Cinque Stelle) che si aggregano alla maggioranza di governo per far passare la riforma. «Questa foto è meglio di una rassegna stampa» afferma l’editorialista de “Il Giornale” , che nel suo video quotidiano “Zuppa di Porro”, girato all’aeroporto di Linate, ospita proprio l’ex sindaco di Tradate, che sul suo telefonino ha l’immagine dello scandalo. «Un mercimonio, pur di arrivare a fine legislatura – denuncia Candiani – la Costituzione è nelle mani di gente che si fa i cavoli propri alla faccia della cosa pubblica».
Anche perché appena approvata la riforma, per tre senatori verdiniani sono arrivate le vicepresidenze di commissione a Palazzo Madama. «Qualche centinaio di euro al mese in più di indennità, di questo stiamo parlando – fa notare Candiani – ieri sono state le vicepresidenze di commissione, domani sarà qualcos’altro. Altro che cambiamento e cambio di verso, siamo tornati al peggior sistema con i peggiori personaggi».

Il senatore leghista non usa mezzi termini: «Renzi e Verdini sono una coppia di fatto. Lo negano alla pubblica opinione per non oltraggiare il pudore, ma sotto sotto consumano eccome». A questo punto, per Candiani, «l’unica vera occasione per cacciare via Renzi e riprendere democraticamente il controllo del Paese è il referendum costituzionale. Perché al di là di un po’ di fumo negli occhi con la riduzione del numero dei senatori, nel merito questa riforma non fa altro che concentrare il potere, ridurre quello delle autonomie locali e togliere capacità di scelta ai cittadini».
Del resto, il senatore di Tradate non è nuovo nel ruolo di spina nel fianco di : aveva già provato ad inchiodare il premier sull’uso dell’auto blu da parte della moglie Agnese («non mi ha ancora risposto a quell’interrogazione» ricorda Candiani), tanto che un giorno Renzi gli aveva detto «con lei non parlo». Ora Candiani al premier dà dello «spregiudicato, che usa l’arma del ricatto senza scrupoli con gente che non può permettersi di tornare al voto per paura di perdere il posto in Senato».