Roma, 5 ago. (TMNews) – Una ecatombe quella che ha investito oggi i mercati mondiali. Una nuova ondata di crolli che nemmeno gli interventi della Banca centrale europea sono riusciti ad arrestare, e che in Europa si sono accompagnati da inquietanti incidenti sugli indici di diverse Borse, tra cui il Ftse-Mib a Milano. Piazza affari, dopo alcuni problemi tecnici di causa imprecisata, ha visto l’indice Ftse Mib fotografato a -5%. Ma tra crolli che superavano i
3 punti percentuali a finire in tilt sono stati anche gli indici di tutte le piazze europee controllate dal circuito transatlantico Nyse Euronext, quello che assieme al New York Stock Exchange include anche Parigi, Amsterdam, Lisbona e Bruxelles. Di colpo, nel pomeriggio i dati generali non erano più disponibili, e sebbene gli scambi sui singoli titoli proseguissero regolarmente questi incidenti non hanno fatto che esacerbare le tensioni in una seduta in cui sono scattate vendite da panico.
Prima che insorgessero i problemi a Milano il Ftse-Mib segnava un meno 3,23 per cento, tra nuove pesantissime cadute su diversi titoli bancari e non solo. Ma certo non è andata meglio sugli altri mercati; Londra ha chiuso al meno 3,40 per cento, Parigi al meno 3,90 per cento, Francoforte al meno 3,40 per cento, Madrid – con la Spagna che assieme all’Italia resta bersagliata da tensioni sui titoli di Stato – al meno 3,89 per cento; pesantissima anche Zurigo al meno 3,61 per cento. Sempre a Londra l’indice Stoxx 600 ha subito il calo più forte da oltre un anno, con il meno 3,3 per cento.
E non va meglio nemmeno a Wall Street, dove i cali degli indici sono a loro volta arrivati a toccare il 3 per cento. Nel pomeriggio il Dow Jones frana del 2,33 per cento, il Nasdaq del 2,68 per cento e lo S&P 500 del 2,44 per cento. Da giorni a pesare sui mercati è il crescente timore che la ripresa
nei paesi avanzati stia per arrestarsi, sfociando in una stagnazione se non addirittura in una nuova fase di recessione che riserverebbe incognite inquietanti. E tra i rischi che derivano dall’indebolimento dell’economia vi sono quelli legati ai conti pubblici, perché meno crescita economica significa meno entrate fiscali, proprio ora che sono così necessarie a sostenere i piani di risanamento dei conti pubblici.
Proprio questi timori nei giorni passati hanno contribuito a riaccendere le tensioni nell’area euro, che hanno perso di mira anche i titoli di stato di Italia e Spagna. Tanto che oggi la Bce è intervenuta sia annunciando nuove liquidità di emergenza ai mercati bancari, sia lasciando intuire che ha riavviato un programma di acquisti mirati sui titoli di Stato, operazioni che effettua sui segmenti sotto stress. Questo inizialmente sembrava aver favorito una attenuazione delle tensioni, ma con il passare delle ore l’allarmismo è tornato a prevalere facendo risalire i rendimenti dei Btp sopra il 6 per cento e facendo tornare lo spread rispetto ai Bund della Germania a livello record, in prossimità dei 400 punti base. Materialmente significa che per trovare acquirenti i Btp già in circolazione devono offrire un rendimento di quasi 4 punti percentuali superiore agli equivalenti tedeschi, come maggiorazione di premio di rischio.
Secondo rumors di Borsa la Bce sarebbe sì intervenuta sul mercato, ma solo sui bond di Grecia, Irlanda e Portogallo, mentre avrebbe lasciato fuori della sue manovre i titoli di Italia e Spagna. La tensione resta molto elevata e Madrid ha deciso di annullare un’asta di titoli prevista per il 18 agosto, sebbene oggi sia riuscita ad effettuare efficacemente il collocamento di bon da 3 e 4 anni.
Voz
041850 ago 11
MAZ
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