– «Per me la scomparsa di Paolo è una cosa surreale. Ho metabolizzato il fatto, ma non del tutto. Noi amici, convinti che Paolo sia in giro in stato confusionario, ci stiamo muovendo per cercarlo». A parlare è, uno degli amici di , il diciannovenne partito per una escursione in Val Grande il 29 gennaio e di cui si sono perse le tracce il primo di febbraio. Un ragazzo che risponde alla descrizione di Paolo è stato avvistato il 14 febbraio a Rozzano, in via Roma.
E così – in attesa della giornata di oggi, quando il magistrato di Verbania riceverà i genitori di Paolo per fare il punto sulle indagini – amici e parenti si sono organizzati per cercare a Milano il ragazzo disperso. Paolo non è stato trovato, ma i volantini con la sua foto e le sue generalità sono stati diffusi ovunque. «Ci siamo mossi seguendo i suggerimenti di uno psicologo che lavora con il Cai e che ci ha spiegato come organizzarci – spiega Galante – Ci siamo divisi in gruppetti e abbiamo setacciato le stazioni di Cadorna, Garibaldi e Centrale. Abbiamo lasciato volantini ai centri di soccorso, nelle mense e nelle edicole».Per cercare Paolo gli amici hanno seguito due piste: la musica e la natura. Suonare il pianoforte per Paolo è quasi una necessità, da qui l’idea di diffondere la sua foto nelle chiese che hanno l’organo e in stazione Centrale, dove c’è il pianoforte pubblico. Gli amici, inoltre, ritengono che Paolo non si senta a proprio agio in mezzo al traffico, da qui l’idea di cercarlo al parco Sempione e al parco Lambro. «Anche in stato confusionario, non mi vedo Paolo in mezzo a tante persone – continua Galante – E’ il tipo che dopo un po’ che sta nel caos sente l’esigenza di cercare la tranquillità. Per esempio: i sabati insieme in centro Varese, alla fine, terminavano sempre al Sacro Monte, magari ad ascoltare una playlist seduti in automobile».
Sono state allertate anche le biblioteche e le aule studio, luoghi dove Paolo ama isolarsi per leggere e studiare. Ormai sono più di tre settimane che è lontano da casa, ma Matteo ritiene che Paolo sia in grado di cavarsela da solo: «Paolo ha fatto il cammino di Santiago e un viaggio in Norvegia lungo un mese, non ha problemi a mangiare poco, a camminare tanto e dormire per terra – dice – Non è neppure il tipo che ha timore di chiedere qualcosa di cui ha bisogno. Me lo vedo, per esempio, andare da un fruttivendolo e chiedere due mele. Non so cosa possa essergli accaduto, non so se è in grado di relazionarsi con gli altri. Sarà stanco anche lui nonostante l’energia innata che lo contraddistingue. Spero che a lungo andare si debiliti e cerchi aiuto. Altrimenti diventa difficile trovarlo». E’ importante che chiunque veda Paolo chiami le forze dell’ordine e non lo lasci solo.













