VARESE «La carta di identità elettronica è una fregatura». Non usa mezzi termini il consigliere del Pd Fabrizio Mirabelli, che attacca i disservizi legati al tesserino magnetico che sostituisce per chi vuole, da tre anni a questa parte, il vecchio documento cartaceo. Il tesserino infatti costa quattro volte in più del documento di carta. Ma, di fatto, i servizi che avrebbero dovuto essere attivati in relazione alla carta magnetica, ovvero la possibilità di eseguire attraverso i portali telematici una serie di operazioni, non hanno mai avuto il via. Ed è su questo punto che il consigliere democratico accusa l’amministrazione di Varese. «Il Comune ha cominciato a rilasciare la carta d’identità elettronica circa tre anni fa con ampio battage pubblicitario – dice Mirabelli – e nelle intenzioni avrebbe dovuto anche sostituire il codice fiscale e dare accesso ad alcuni servizi internet. Cosa che ad oggi non è ancora avvenuta».Mirabelli accusa il Comune di «avere indotto i cittadini a correre agli uffici dell’anagrafe per farsi rilasciare la nuova carta, che anziché 5,42 euro, come quella tradizionale, viene a costare 20 euro, compresa la fototessera, ma senza attivare i servizi che erano stati promessi. Non capisco quindi l’utilità. Sembra inoltre che il Governo abbia bloccato la produzione delle carte d’identità elettroniche».Mirabelli presuppone quindi che finora i cittadini siano stati “truffati”. Se dallo Stato o dal Comune, è la domanda che rivolge all’amministrazione. E la risposta arriva dall’ufficio anagrafe. «Il
Comune non intasca un soldo sulle carte di identità elettroniche – spiega la reponsabile – i ricavati vengono, ogni mese, girati allo Stato. Al contrario, mentre all’inizio della sperimentazione il funzionamento dei macchinari, che è costoso, veniva finanziato dallo Stato, adesso le spese sono interamente a carico dell’ente locale, e si tratta di costi elevati sia per le attrezzature che per il personale, che viene occupato solo per questa funzione». Insomma, la fregatura se la beccano sia i cittadini che pagano di più che il Comune. E non sono poche i cittadini: la media mensile di chi richiede la carta elettronica è di 250 persone. Ad ottobre sono state 190. «Un portale web sarà attivato a breve – proseguono – con servizi che per il momento saranno più formali che reali. Purtroppo dobbiamo fare i conti con le ristrettezze economiche nelle quali lo Stato ci ha lasciato». Ma c’è almeno una notizia positiva. «La carta elettronica sarà prorogata da cinque a dieci anni proprio come quella cartacea – prosegue – inoltre il Comune non ha mai posto l’obbligo della carta elettronica, ma è sempre stata una libera scelta del cittadino. Sulla questione economica posso dire che mentre per il documento cartaceo sono i cittadini che devono procurarsi la foto, quella elettronica comprende nel prezzo la foto». Di conseguenze, tenendo conto che almeno 10 euro si spendono per le fototessere, la differenza non sembra enorme. Marco Tavazzi
e.marletta
© riproduzione riservata













