«Il risarcimento per i cori a Boateng andrà a sostenere l’attività del laboratorio anti-razzismo Arpad Weisz». Ad annunciarlo è il sindaco di Busto Arsizio , che mercoledì era in Comune nonostante i problemi di coliche renali che lo hanno colpito in questi giorni. Il riferimento è ai 5mila euro che il collegio presieduto dal giudice Adet Toni Novik ha assegnato al Comune di Busto Arsizio, che si era costituito parte civile contro gli imputati.
«Rispettiamo doverosamente la sentenza» afferma il primo cittadino. «Le somme del risarcimento saranno interamente devolute al laboratorio contro ogni forma di discriminazione intitolato ad Arpad Weisz che abbiamo avviato come risposta concreta all’episodio di Pro Patria-Milan, con la partecipazione di scuole e associazioni e con la collaborazione della Federazione Italiana Giuoco Calcio e dell’Uefa. Investiremo quei 5mila euro di risarcimento nell’educazione sportiva contro il razzismo, visto che la riflessione su questa vicenda ci fa dire che è necessario un lavoro più in profondità a livello culturale.
Anche in questo Busto Arsizio non rinuncia ad un ruolo di capitale e di esempio». In merito alla sentenza che dà ragione alla città, Farioli ci tiene a rimarcare «l’estraneità del 99% dei tifosi che erano presenti quel giorno allo stadio Speroni e che, dimostrando grande civiltà, dopo la sospensione della gara avevano applaudito in modo unanime i giocatori delle due squadre
che avevano deciso di interrompere lo spettacolo» e a ricordare che nei giorni della bufera sui “buu” a Boateng si è trovato a «difendere l’orgoglio di una città che è medaglia di bronzo della Resistenza e non ha mai avuto nulla a che fare con il razzismo ma che dopo quell’episodio è stata ingiustamente identificata per una settimana sui media come città razzista».
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