Caso Catic, Andrea e Jacopo "lucidi e scellerati"

Caso Catic, Andrea e Jacopo "lucidi e scellerati"

VARESE Altro che scarcerazione: le motivazioni con le quali il tribunale del Riesame di Milano ha nuovamente respinto l’istanza avanzata da Andrea Bacchetta, aggiungono, se possibile, altra linfa alle accuse che gli sono mosse dal sostituto procuratore Agostino Abate. Il provvedimento fa propria e sviluppa ulteriormente l’ordinanza con la quale il giudice Giuseppe Battarino aveva respinto a Varese la prima richiesta di scarcerazione. E già in quella sede l’interrogatorio del giovane aveva permesso al gip di delineare ancor di più in senso negativo il ruolo di Andrea Bacchetta. Sarà difficile a questo punto per il suo legale, avvocato Anna Lago, dimostrare che lui fosse intimorito dall’atteggiamento del complice, Jacopo Merani, sul quale ha cercato anzi di scaricare l’intera responsabilità di uno dei delitti più orribili che Varese ricordi, il massacro del povero Dean

Catic. Il tribunale milanese ricostruisce la vicenda e scrive:«Entrambi hanno martoriato con coltellate e picconate la vittima», sottolineando «i racconti racapriccianti venuti da tutti». Poi, motivando la decisione di respingere l’istanza di scarcerazione, argomenta richiamando «la brutalità delle modalità esecutive», «la scellerata lucidità di entrambi» gli arrestati, «l’indifferenza per i più elementari principi di solidarietà umana e convivenza civile», rimarcando infine «l’allarmante capacità operativa nel compiere il delitto». Insomma, al di là di considerazioni di carattere generale – si tratta del secondo pronunciamento negativo di due diversi tribunali nei confronti di Bacchetta – va rilevato che in entrambi i casi i magistrati sono entrati nel merito della vicenda, facendo emergere il ruolo tutt’altro che passivo che il giovane avrebbe ricoperto nell’uccisione di Dean Catic, avverso il quale aveva più di un motivo di contrasto.

e.marletta

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