– Castrazione chimica, dopo lo scalpore suscitato dal terribile episodio di Gallarate, anche Forza Italia si schiera con il segretario federale della Lega Nord . «Concordo con la sua posizione» ammette l’eurodeputata e coordinatrice provinciale azzurra . «La castrazione chimica non è un tabù, ma va valutata la sua efficacia. Di certo per questi reati le pene devono essere inasprite, altro che depenalizzazione».
Non è solo il Carroccio ad invocare la castrazione chimica per la «bestia», il salvadoregno di 36 anni, arrestato a Gallarate, che ha confessato di aver stuprato la figlia tredicenne della compagna, poi rimasta incinta.
«Non sono contraria alla proposta di Salvini di castrazione chimica per i pedofili – ammette Lara Comi, numero uno di Forza Italia in provincia di Varese, dopo il tweet del segretario leghista che ha rilanciato il tema nel dibattito pubblico – questa persona ha rovinato per sempre la vita a chi ha subito lo stupro, e soprattutto quando si tratta di bambini è giusto pensare ad un gesto forte, non possiamo accettare che quest’uomo possa scontare quattro anni in prigione e poi tornare in libertà. Così credo che si possa approfondire seriamente anche la strada indicata da Salvini».
In linea con il leader leghista, che aveva associato l’episodio alla depenalizzazione del reato di stalking, Comi lancia il guanto di sfida al governo: «Di certo occorre andare verso un inasprimento delle pene, invece che verso la depenalizzazione, per questi tipi di reati che avvengono all’interno delle famiglie e che purtroppo aumentano sempre di più».
«Pene più severe possono essere un aiuto come deterrente per questi reati. Poi è chiaro che si tratta di temi talmente delicati che non possono essere ridotti a spot, pertanto l’idea di Salvini può essere utile ma dev’essere valutata in modo approfondito. Se si dimostrasse efficace da un punto di vista scientifico, perché non introdurre la castrazione chimica?».
Il consigliere regionale va più cauto, parlando oltre che come politico anche come avvocato, la sua professione. E ricordando che un’ipotesi di castrazione chimica «allo stato non è possibile in base al nostro ordinamento, visto che l’articolo 5 del Codice civile vieta espressamente atti che possano nuocere alla propria persona».
Eppure lo stesso Marsico non chiude la porta alla proposta di Salvini, indicando la strada che potrebbe portare a superare questo ostacolo giuridico, attraverso l’introduzione di una sorta di consenso del diretto interessato alla castrazione: «Se fosse dimostrata una finalità terapeutica, aggirando con una modifica della legge gli ostacoli giuridici – spiega l’esponente di Forza Italia – con il consenso dell’interessato potrebbe esserci un avvicinamento alla questione con raziocinio e utilizzando le categorie del diritto. Su un’ipotesi del genere si potrebbe ragionare».













