Immunità, scudo-bis a Bruxelles per Lara Comi. «Ma non è detto che sventerà i processi» ammonisce l’europarlamentare leghista Francesco Enrico Speroni, componente della commissione giuridica.
Martedì l’organismo ha votato per la seconda volta sulla richiesta di difesa dell’immunità e dei privilegi della deputata europea di Forza Italia, a processo a Ferrara per diffamazione aggravata contro l’ex sindaco della città estense , che era stato accusato in diretta tivù nel talk show di “Servizio Pubblico” un anno fa. Come già nel primo caso, relativo al procedimento penale, anche per il procedimento civile (c’è in ballo una richiesta di risarcimento danni da ben 750mila euro), la commissione ha ritenuto che Comi si stesse esprimendo «in funzione di parlamentare», anche se la trasmissione era dedicata alla campagna elettorale sul tema degli “impresentabili”, accogliendo così la richiesta di difesa dell’immunità parlamentare.
A febbraio su questo secondo procedimento tornerà ad esprimersi la sessione plenaria di Strasburgo. «Ma se anche il parere favorevole all’immunità fosse ribadito, Comi non evita automaticamente il processo» precisa il “collega” leghista Speroni.
«In base ad una sentenza della Corte di Lussemburgo infatti non è il parlamento europeo ad avere l’ultima parola in merito. Starà al giudice accogliere o meno il parere di Strasburgo oppure ritenere, come già accaduto in altri casi, di respingere la richiesta di immunità. In ogni caso il processo va avanti».
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