Roma, 27 gen. (TMNews) – I vescovi sono “sollecitati a rispondere all’attesa non solo della comunità cattolica, ma anche dell’intera società che esige da noi – nonostante limiti e debolezze – le parole che echeggiano quelle del Signore, che sono testimoniate da duemila anni di storia cristiana, che sono bagnate dal sangue dei martiri di ieri e di oggi”: lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, nell’omelia dell’ultimo giorno del Consiglio permanente dei vescovi che si è svolto ad Ancona.
L’arcivescovo di Genova ha citato l’espressione evangelica “con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi”, per poi proseguire: “Forse il ministero della verità che illumina viene ridimensionato con queste parole? Forse dobbiamo commisurare la verità evangelica sul piccolo metro delle nostre forze o delle nostre personali coerenze? Sappiamo che non è questo lo scopo del Maestro: si tratta, infatti, di restare fedeli alla Luce, alla Verità tutta intera, con le sue altezze esigenti e affascinanti, con i suoi richiami inderogabili, ma senza mai scoraggiare o, peggio, condannare l’uomo, rinchiudendolo nelle sue prigioni interiori, privandolo del futuro”. Per Bagnasco, “le anime desiderano avere indicate le mete sublimi e senza sconti della vita cristiana, riconoscere i propri peccati, rinnovare il cammino della conversione; ma nel contempo sono, come tutti, mendicanti di misericordia e di fiducia, chiedono di essere rassicurate circa la forza della grazia, la fedeltà di Dio, l’amore di Cristo, la maternità della Chiesa”.
“Siamo sospinti – ha detto ancora Bagnasco – ad intensificare la nostra vita spirituale, e quanto più le responsabilità e i compiti pastorali ci inseguono, tanto più sentiamo il bisogno di dimorare nella luce perché la luce, che è Cristo, ci abiti e ci custodisca. In questa imprescindibile missione, siamo anche incoraggiati a non avere paura, paura delle possibili incomprensioni, delle critiche”.
Ska
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